I Canti delle Pietre
Cabaret - La locandina

da “VERSI AUREI” di PITAGORA
da un’idea di Giancarlo Cauteruccio

Melologo per voci recitanti e orchestra
Voci recitanti: Pino Michienzi, Sara Alzetta, Francesco Marino
Musiche di Vincenzo Palermo
Orchestra sinfonica del Conservatorio di Cosenza
Direttore d’orchestra Donato Sivo
1 agosto 2008 - TEMPIO DI HERA LACINIA - CROTONE
2 agosto 2008 -  PARCO ARCHEOLOGICO SCOLACIUM - ROCCELLETTA DI BORGIA
per MAGNA GRECIA TEATRO

Si narra di Liside (Pino Michienzi), alunno prediletto di Pitagora che, sfuggito miracolosamente alla violenta annientazione della sua scuola e del suo Maestro, giunge in un rifugio segreto della Locride. Qui incontra altri sei confratelli, anch’essi sfuggiti alla persecuzione della scuola pitagorica e in fervente attesa del “prediletto”.
Assieme daranno vita ad un ultimo rituale della memoria, volto a fissare indelebilmente il pensiero del loro amato Maestro. I suoi pensieri, i suoi insegnamenti, l’essenza stessa del suo cervello, un tempo tramandati tra gli adepti solo localmente, per volontà del Maestro, vengono ora finalmente incisi nelle loro anime prima che nella nuda roccia, affinché possano, quasi come una preghiera, guidarli nella ascesi: i versi aurei, la sintesi sublime dei dettami di Pitagora.

Pino Michienzi - Tempio Hera Lacinia – agosto 2007Pino Michienzi - Tempio Hera Lacinia – agosto 2007Pino Michienzi - Tempio Hera Lacinia – agosto 2007

Per questo brano in forma di melologo, ora a stretto dialogo con il tessuto orchestrale, ora immerso a solo in una scena immaginaria, è stato fatto riferimento, oltre che alle traduzioni italiane, alla pregevole edizione in versi eumoplici in francese di Antoine Fabre d’Olivet, tradotti a fronte in italiano, che hanno ben incentrata la filosofia estatica e cerebrale di Pitagora. Il riferimento alla incisione dei versi nella roccia non è casuale. Il pensiero corre subito alla tavola smeraldina di Ermete Trismegisto, a cui il testo sembra presagire l’esaltante luminoso finale.
GIUSEPPE PASSAFARO – CALABRIA ORA – 4 agosto 2007
“I CANTI STRUGGENTI DELLE PIETRE”
“Successo per la rappresentazione sperimentale e suggestiva di Cauteruccio”
L’arte si esalta quando coinvolge lo spettatore in voli pindarici che lo riportano a immaginare e quindi a vivere nel remoto, pur restando seduto sulla sedia di platea nel piccolo teatro all’aperto nel Parco Archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia. Questo viaggio immaginario è stato possibile ieri sera con “I Canti delle Pietre”, opera che il maestro Giancarlo Cauteruccio ha definito sperimentale al suo debutto ufficiale prima a Crotone e poi a Borgia. Esperimento totalmente riuscito, grande serata di teatro, grande pubblico ed applausi a scena aperta che si sono prolungati per diversi minuti. Gli spettatori hanno avuto la possibilità di godere un viaggio a ritroso attraverso un melologo per voci recitanti e orchestra.
Liside, alunno prediletto di Pitagora, si salva fuggendo dall’annientazione della scuola pitagorica, rifugiandosi nella Locride, inizia un percorso di iniziazione dei confratelli, con il fissare nelle loro anime e menti, prima che nella pietra dura, la sublimazione dei “Versi Aurei” del maestro.
L’intensa, vigorosa e magistrale interpretazione di Pino Michienzi nei panni di Liside, ha guidato gli ascoltatori collocandoli in una sfera adagiata e fluttuante fra il reale e il metafisico. Altrettanto eccellente la recitazione di Sara Alzetta e di Francesco Marino. Il commento musicale ha sbalordito la platea per questo dialogo stretto, pressante ed efficace di una orchestra che ha assicurato il successo alla serata. Cosmica e ancestrale la composizione musicale del maestro Vincenzo Palermo, che ha accompagnato la recitazione, a tratti quasi onomatopeica nella simbiosi fra il recitato e il musicale. Perfetta l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Cosenza composta da oltre trenta giovani esecutori, costituita da strumenti ad arco, con la presenza di alcuni strumenti a percussione. Valido l’innesto della voce solista di una giovane mezzo soprano, come importante e sensibile l’esecuzione pianistica.

MARIA PRIMERANO – GAZZETTA DEL SUD – 4 agosto 2007
“SUCCESSO PER LA PRIMA DEI “VERSI AUREI”
“Magna Graecia Teatro – In scena al Parco Scolacium”

ISABELLA DE ROSE – IL QUOTIDIANO – 8 agosto 2007
“I CANTI DELLE PIETRE RISUONANO NEL PARCO ARCHEOLOGICO SCOLACIUM”
Tra le rovine magno greche del Parco Archeologico di Scolacium di Roccelletta di Borgia, hanno preso vita i “Versi Aurei” di Pitagora. Ed è la fusione fra i testi del teatro antico e le note della lirica a costituire l’anello di congiunzione tra il passato e il presente, a delineare con chiarezza quel percorso di continuità che lega gli uomini anche attraverso lo svolgimento dei secoli. Un legame leggibile nello spettacolo di giovedì sera, un melologo per voci recitanti e orchestra tratto ai “versi Aurei” di Pitagor e portato in scena dall’Orchestra sinfonica del Conservatorio di Cosenza, diretta da Donato Sivo con musiche di Vincenzo Palermo, che si è avvala della straordinaria collaborazione delle voci recitanti di artisti del calibro di Pino Michienzi, Sara Alzetta e Francesco Marino, rispettivamente nei ruoli di Liside (prediletto di Pitagora), Miia (acusmatica, che pur avendo l’obbligo del silenzio, interroga ripetutamente Liside) e Aristeo… Questa la sintesi dei precetti pitagorici, esposta da un Michienzi in stato di grazia, le cui sembianze di uomo saggio ben si contemperano con il ruolo del maestro intento a istruire discepoli bramosi di comprendere per quale via si passi dall’esercizio della misura al raggiungimento della perfezione.

ISABELLA DE ROSE – IL QUOTIDIANO – 8 agosto 2007
“IL PROTAGONISTA - A TU PER TU CON PINO MICHIENZI”
Pino Michienzi, attore, regista e autore catanzarese, che da trent’anni calca i palcoscenici del teatro italiano, oltre a costituire un vanto per la nostra regione, interpreta il personaggio di Liside, alunno prediletto da Pitagora, sfuggito alla persecuzione della scuola pitagorica, intento a pronunciare per conto del maestro i “Versi Aurei”, quasi un decalogo biblico di grande suggestione: “Una sintesi che racchiude l’etica e la morale (che andrebbero rispettate anche al giorno d’oggi) della scuola di Pitagora, per accedere alla quale i potenziali acusmatici venivano sottoposti a tre anni di osservazione, mentre poi, all’interno della scuola, per i primi cinque anni, era loro vietato non solo di proferire verbo, ma correva anche l’obbligo di ascoltare il maestro da dietro a una tenda”, ha illustrato Michienzi, che torna a esibirsi nella sua terra d’origine sempre con grande gioia: “Mi esibisco sempre con un’emozione particolare di fronte al pubblico della mia terra, sperando nella sua partecipazione e nel suo consenso, affiancato da validi attori e da un’orchestra che strega con le sue melodie”.
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