Canto nemico per Franco Costabile
Canto nemico Per Franco Costabile - Anna Maria De Luca e Bruno Michienzi Franco Costabile, figlio di Calabria, tormentato e sfortunato.
Istinto poetico incisivo è il suo, che si manifesta in giovanissima età con tènere filastrocche e semplici versi, nei quali esprime il disagio di essere stato abbandonato dal padre che, partito per insegnare in Tunisia, sceglie poi di non tornare mai più a casa.
Una condizione pesante per un bambino costretto a considerarsi orfano anzitempo e sostegno della madre, e che vive la segreta speranza di rivedere da un giorno all'altro ricomporsi la sua famiglia.
È con sentimenti di inadeguatezza che cresce e studia il giovane Costabile. Tradurrà in poesia la sua pena, le sue angosce, la sua passione, il suo andare e tornare da Sambiase a Roma.
Canto nemico Per Franco Costabile - Anna Maria De Luca, Pino Michienzi e Rosa Ferraiolo Il paese gli sta stretto, non è capace di contenerlo, di offrirgli cultura, scambi intellettuali, crescita. La città è troppo grande, dispersiva, incapace di accoglierlo umanamente, di prestare attenzione a un animo fragile, introverso, timido.
Ma la sua poesia cresce, diventa forza, denuncia sociale, manifesto politico: dichiarazioni d'amore per la sua terra.
Sposa Mariuccia, insegnante a Brera, ma anche il matrimonio fallisce, schiacciato dal peso di tanta tormentata esistenza che non gli farà vivere serenamente neppure la condizione di padre.
Finisce così per isolarsi, consumato dal dolore che neppure amici come Enotrio, Purificato, Accrocca, Brignetti e tanti altri, riusciranno a lenire. Si spegnerà a Roma nella primavera del 1965.
Canto nemico Per Franco Costabile - Rosa Ferraiolo, Pino Michienzi e Anna Maria De Luca Franco Costabile sarà dimenticato, specie nella sua terra, dove purtroppo, ancora oggi, in tanti, non conoscono la straordinaria bellezza e la forza evocativa della sua parola.
Proposto teatralmente per la prima volta nel 1986 con il titolo "CANTO NEMICO PER FRANCO COSTABILE" di Vittorio Sorrenti, racconta la vita controversa di questo poco conosciuto ma grande poeta, legato alla sua terra in un conflitto di odio-amore. Emigrato per disperazione intellettuale, la grande Roma lo intimorisce, lo disperde. Molti giovani hanno incontrato, grazie a questa rappresentazione, un loro grande conterraneo, affascinati dalla forza della sua parola soprattutto nei versi sulle lotte contadine, e dalla ironia di alcuni appunti su figure di politici, fino al grande affresco del Canto dei nuovi emigranti, manifesto grandioso sulla questione del Mezzogiorno.
Pino Michienzi che interpretava il ruolo del poeta, ha ricevuto grandissimi consensi in tutta Italia e anche a Zurigo dove, presso la Casa degli Italiani, oltre cinquecento connazionali hanno gremito la sala tributando alla fine una commossa ovazione.
LA CRITICA A "CANTO NEMICO PER FRANCO COSTABILE"

- EMILIO ARGIROFFI - CATANZARO NOTIZIE - Luglio 1983
"CANTO NEMICO PER FRANCO COSTABILE"

- EMILIO ARGIROFFI - ORIZZONTI TURISTICI - giugno 1983
"FRANCO COSTABILE, OVVERO AMORE-ODIO DI UN CANTO NEMICO"

- EMILIO ARGIROFFI - GAZZETTA DEL SUD, 17 giugno 1983
"AMORE E ODIO DI UN CANTO NEMICO"
E’ difficile rimanere estranei al turbamento che ancora oggi, a distanza di quasi vent’anni dalla morte, attraverso le sue poesie provoca. Si tratta di una folla di emozioni, di implicazioni culturali, di suggestioni estetiche e di intuizioni quasi medianiche, il cui dato unificante a mio parere può ritrovarsi nella coerenza e nella fatalità del presagio politico. Vittorio Sorrenti ha costruito, scegliendo una serie di poesie di questo autore, lo spettacolo affascinante che ha intitolato "Canto nemico per Franco Costabile". L’esperimento intanto assume un suo valore assoluto per il fatto che gli splendidi testi sono a volte pervasi da una sorta di maledizione iterante, passando sempre per la strada tracciata prima che nel cuore di coloro che li ascoltano nella dolente coscienza e nella intelligenza dello scrittore.
Si è parlato, a proposito di questo atto unico, mirabilmente interpretato da un potente Pino Michienzi, da una dolente Anna Maria De Luca e da una spietata Rosa Ferraiolo, di un’analogia evocante che accosterebbe Costabile allo stesso Ungaretti da una parte e della sentenziosità epica dei greci omerici (forse lo stesso Omero) dall’altra.
[...] Dobbiamo essere grati a Vittorio Sorrenti, a Pino Michienzi dal quale attendiamo grandi cose, e agli altri artisti e tecnici della troupe, di aver riproposto con questo Canto Nemico all’attenzione della fascia culturale più avvertita calabrese una presenza che per troppi altri risulta ancora tanto inquietante e accusatoria.

RITA ROTELLA - CITTÀ CALABRIA - agosto 1983
"CANTO NEMICO..."
"Canto nemico per Franco Costabile" ha concluso la stagione teatrale catanzarese. Imperniato sulle vicissitudini del poeta nato a Sambiase nel 1924 e morto a Roma nel 1965, l’opera attualizza i problemi che tormentarono Costabile, dimostrando come la difficoltà di trovare una "dimensione" in Calabria spinge, ieri come oggi, a cercare altrove maggiori spazi vitali. Una esperienza mai indolore; resta nell’animo un senso di insoddisfazione difficilmente cancellabile. A dar voce a questo "canto", sulla scena del Teatro Comunale, sono stati i tre bravi attori catanzaresi, Pino Michienzi (anche regista) nei panni di Costabile, Anna Maria De Luca, la madre, ma anche la terra, le "radici", e Rosa Ferraiolo, la moglie "straniera" alla quale riesce difficile comprendere appieno le ragioni del marito. Il dialogo, ora pacato, ora tumultuoso, ha per sfondo una scenografia essenziale ed allusiva: due scale grigie e rosse (l’eterno andare e ritornare della mente sui gradini della memoria) unite da una piattaforma dove si svolgono gli unici momenti idilliaci della rappresentazione; per terra una rete di pescatore con la quale, invano, le due donne, la madre e la moglie, cercheranno di catturare e di fare proprio l’animo del poeta.
In tutto un’ora di spettacolo che, tra un alternarsi serrato di poesia e prosa, ha coinvolto e avvinto gli spettatori.

EMILIO ARGIROFFI - IL CALABRESE - 15 gennaio 1984
"CANTO NEMICO D’UN LONTANO AMANTE"
[...] Gli interpreti sono stati Pino Michienzi, affermatosi ormai come uno dei più efficaci e giovani attori classici italiani, la brava e dolente Anna Maria De Luca, l’intensa Rosa Ferraiolo e il piccolo Bruno Michienzi. Il testo di Vittorio Sorrenti, la regia è dello stesso Pino Michienzi, le musiche di Sorrenti (alle chitarre Pino Porciatti e Tonino Scicchitano, al flauto Ettore Capicotto), i costumi di Antonio Tramontana, le scene di Mario Sacco.
Pino Michienzi, soprattutto, che ha filtrato sapientemente il "collage" di Sorrenti, facendolo passare attraverso il prezioso schermo della sua commovente e personale visione e lettura del drammatico mondo di Costabile, ha fornito una testimonianza eccezionale e un contributo elevato alla conoscenza di un grande poeta calabrese, purtroppo quasi sconosciuto alla maggioranza dei nostri concittadini.
Il tono che il complesso degli interpreti ha fornito va identificato pertanto nella penetrazione del più profondo tessuto socio-culturale della storia calabrese, secondo la proiezione che essa assume in riferimento al contesto del Paese considerato nella sua molteplicità linguistica ed etnica.
[...] Nelle voci di Pino Michienzi, di Anna Maria De Luca e di Rosa Ferraiolo, Franco Costabile ritrova una sua travolgente identità [...] E Michienzi leva la parola di Costabile come una preghiera solenne, come un monito intriso di pena. [...]
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