Catanzaru Cuntu e Cantu
La locandina di Catanzaru Cuntu e Cantu“Io le voglio un gran bene a quella città di Catanzaro, e piacevolmente mi ricordo sempre di tante persone che vi ho conosciuto piene di cuore e di cortesia, ingegnose, amabili, ospitali…”.
Con questo incipit di Luigi Settembrini ha inizio lo spettacolo “Catanzaru cuntu e cantu” che il Teatro del Carro ha portato in scena al Complesso San Giovanni martedì 18 dicembre 2008, ospite dell’Assessorato alla Cultura di Catanzaro e inserito nella rassegna “Castellaria” promossa dall’Assessorato al Turismo della Regione Calabria.
“E’ un omaggio alla città – scrive Pino Michienzi nella brochure - con i suoi poeti, con gli stranieri di passaggio, ccù ‘a ‘mbojina dei mercati, ccù i cunti e ccù i canti, con i popolani e i nobili, con l’esaltazione dell’amore, con la satira e le favole. Questo spettacolo, cucito da un catanzarese dei vicoli Agricoltori “chi tessa arricama cusa e scusa”, è il sogno fantastico di una città dove i genti d’a ruga vivevano con le porte sempre aperte e sempre pronte a offrire ospitalità e aiuto.
Una città dove non ci si sentiva mai soli.” E’ un percorso ideale nella città della memoria e del sentimento, con i poeti e gli scrittori nati e vissuti a Catanzaro e di altri ancora che ne hanno solo scritto, ma che hanno saputo raccontare l’animo di questo popolo in cui l’ironia ha un ruolo primario e dimostra quanto questa gente, da sempre, abbia innata quella carica di fatalismo che la rende anche audace e trasgressiva. I poeti catanzaresi, portavoci di un modo di vivere canzonatorio che a volte sfocia nella beffa, lo spiega intelligente, intrigante, sagace, che sa immediatamente cogliere l’aspetto più vulnerabile del mondo e che affonda il fioretto dello scherno, concedendosi perfino il lusso della censura.
Ma cosa sarebbe la vita senza questo sale! Sembra ironizzi il poeta. C’è in questa gente una forza instancabile di critica, nel bene o nel male, non importa. “Hava ‘na gargia!” si dice a Catanzaro. Catanzaru Cuntu e CantuL’accaduto è reso pubblico, vivisezionato, giudicato. E i catanzaresi spesso esagerano anche nelle conclusioni, come se a loro non toccasse la stessa sorte o non fossero esenti da critiche. Nel bene o nel male. Dai testi, cuciti per essere una “passeggiata” per strade e vicoli, si evince come la vita scorra in città senza barbarie, ma con la consapevolezza di doversi comunque difendere da eventuali prevaricazioni, e che costituisce quella sana diffidenza, sempre all’erta, di un popolo storicamente sofferente, ma che grazie al suo carattere gioioso e irridente, riece a superare anche i momenti più difficili. E proprio i nostri pensatori “rugali” ne testimoniano il segno fortemente burlesco, lasciando alla storia pagine indimenticabili dipinte con i colori del giallo e del rosso di Giangurgolo, famosa maschera catanzarese della commedia dell’arte. E in chiave giangurgolesca va interpretato questo spettacolo, che raccoglie ‘a dirittezza, l’autocompiacimento, l’ignoranza, l’arguzia di un popolo che, nonostante tutto, è da amare.
LA CRITICA A "CATANZARU CUNTU E CANTU"

IL QUOTIDIANO - 12 dicembre 2007
“AL SAN GIOVANNI LO SPETTACOLO DI MICHIENZI”

IL DOMANI – 13 dicembre 2007
“MARTEDÌ CATANZARU CUNTU E CANTU”
“Pino Michienzi giorno 18 nella Città dei tre Colli alle ore 18,30 presso il Complesso San Giovanni”

IL QUOTIDIANO - 14 dicembre 2007
“Castellaria – RECITAL DI MICHIENZI AL SAN GIOVANNI”

IL QUOTIDIANO - 16 dicembre 2007
“I CASTELLI CALABRESI SI METTONO IN MOSTRA”
“Presentata al complesso monumentale di San Giovanni Castellaria”

IL QUOTIDIANO - 18 dicembre 2007
“CASTELLARIA. OGGI DI SCENA MICHIENZI E IL TEATRO DEL CARRO”

CALABRIA ORA - 18 dicembre 2007
“CASTELLARIA CON CERAMI E MICHIENZI”

Giuseppe Passafaro - CALABRIA ORA - 18 dicembre 2007
“L’ARTISTA MICHIENZI RACCONTA UN CAPOLUOGO DA AMARCORD”
E’ valsa la pena esserci in questa festa popolare del Teatro del Carro che ieri al Complesso San Giovanni rappresentava “Catanzaru cuntu e cantu”, interpretato da Pino Michienzi che ne ha curato anche l’adattamento e la regia, da Anna Maria De Luca e Luca Maria Michienzi. Tanti sono stati i poeti e gli scrittori catanzaresi coinvolti nella passeggiata amena e descrittiva della città: da Patari a Castagna, da Citriniti a Sinatora, da Nisticò a Sorrenti. Ma non solo. Anche Luigi Settembrini e Norman Douglas sono stati evocati, il primo con una descrizione sull’origine del capoluogo e l’altro con un divertentissimo aneddoto sulla custode “spaventosamente sciatta e ignorante” del Museo Civico della Villa Margherita, verso la fine dell’Ottocento.
Abbiamo “visto”, e senza grande sforzo di immaginazione, le porte aperte delle case nei vicoli, ricche di umanità semplice e allegra; i venditori nel vecchio mercato comunale e gli ambulanti proclamare la loro merce con voce scardellina e appassionata; i pulimma lungo il corso, curare le scarpe dei passanti e annunciare le previsioni del tempo; i putichi dei tanti morzeddhari inondare la città di profumi. Tante, tante immagini, anche dimenticate, e tantissimi i personaggi, cari nella memoria. E a fare da cicerone, la figura di un vigile urbano, che di volta in volta esprimeva “le generalità” dei protagonisti della cronaca. Abbiamo sentito i suoni della tradizione con le ballate di un tempo e i canti d’ironia dai musicisti Sergio Schiavone, Angelo Pisani e dall’ accattivante e bella voce di Bruno Tassone. Quanto amore trasuda da Michienzi per la sua città, questo catanzarese ribelle dei vicoli Agricoltori, che sa cucire uno spettacolo apparentemente popolare, ma colto e raffinato nella sua essenza.
Contento della tanta gente accorsa a vedere lo spettacolo, Michienzi plaude anche il pubblico.”I cittadini mi restituiscono quel calore che io gli riconosco nel carattere e nell’appartenenza – dice l’attore e regista – mi ripagano percependo la mia passione e il mio orgoglio di essere catanzarese”.
L’entrata di Michienzi nel Comitato Scientifico del “Ministero” Politeama, sembra far pensare che sia il primo passo dell’Amministrazione di corrisponderle “amorosi sensi”. Qualcuno pensa che il prossimo passo sia quello per Direttore Artistico. Ma su questo l’artista ancora non sa. “Assieme a Gianni Guerrieri mi sono presentato a suo tempo con una idea di programma ben chiara e propositiva, come credo debba essere nella natura di un Teatro punto fermo di cultura del territorio e della sua divulgazione. Per ora aspettiamo di conoscere meglio il senso e i compiti di questo incarico. Certo, e senza falsa ritrosia, credo di avere i titoli indispensabili per ricoprirne il ruolo. Io faccio il mio lavoro, non sono prestato al teatro. I politici facciano il loro. Spero che adottino oggettivi criteri di competenza. Vedremo. Se ciò avvenisse – e sorride - prometto che organizzerò un’altra festa come quella di stasera per tante sere quante saranno necessarie ad accogliere in teatro tutti i catanzaresi. Credo sia un atto dovuto. E’ la loro casa, la nostra casa, e va vissuta come tale.”
Lo lasciamo godersi il bagno di folla e d’amore che effettivamente percepiamo. Che bella festa!
Gli ospiti, tantissimi, sono stati ricevuti nei saloni del San Giovanni, allestiti con le immagini di una terra ricca di storia, e messi a disposizione dall’assessore Antonio Argirò per la ressegna “Castellaria”, organizzata da Antonio Panzarella e promossa dalla Presidenza e dall’Assessorato al Turismo della Regione Calabria.

Giada Palmerino - IL QUOTIDIANO - 20 dicembre 2007
“LA STORIA RIVIVE AL SAN GIOVANNI”
“Castellaria. Michienzi protagonista di un recital sulla città”
Tra le immagini di incantati castelli e luoghi affascinanti dell’entroterra calabrese, si è aggiunto al cl complesso monumentale del San Giovanni di Catanzaro… l’affresco più pittoresco, più colorito e più vivo del popolo catanzarese del secolo scorso dipinto egregiamente dal maestro del teatro: Pino Michienzi… Lo spettacolo racchiude tanti spaccati di vita ricuciti alla perfezione da un catanzarese nato e vissuto tra i vicoli di Catanzaro. Pino Michienzi, che ha ricostruito i tasselli importanti della storia del nostro passato, regalando alle nuove generazioni presenti in sala un puzzle completo della gente che animava i luoghi più antichi della nostra città.

Domenico Iozzo – IL DOMANI – 21 dicembre 2007
“STORIE E RACCONTI D’ALTRI TEMPI”
Per la rassegna “Castellaria” la Compagnia Teatro del Carro in scena con “Cuntu e cantu”
Divertente lo spettacolo proposto da Pino Michienzi, dedicato all’antico “gossip”
… Si è rivelata una divertente sorpresa capace di intrattenere il pubblico di ogni età con picchi di consumata ironia pescando tra i racconti vecchi e nuovi di chi ha lasciato per iscritto quelle pillole di “gossip” che animano da sempre la nostra città. Lo spettacolo ha ricevuto una calorosa accoglienza dei tanti spettatori accorsi martedì scorso in una delle sale del complesso, arricchite delle splendide fotografie che ritraggono i castelli di Calabria, a gustare un intenso concentrato di storie e personaggi della Catanzaro d’altri tempi capace di tirar fuori un sorriso dietro l’altro. Un risultato garantito dalla loro simpatia innata e dal grado di compartecipazione di attori e spettatori che almeno una volta nella vita si sono trovati davanti a fatti simili a quelli narrati dai grandi poeti della tradizione catanzarese… Un Pino Michienzi in gran forma ha fatto le voci del cantastorie capace di passare da un registro all’altro con esiti felici e giocando sui cambiamenti di tono della voce per sottolineare i diversi momenti sempre in chiave “comico drammatica”.
Accanto a lui i colleghi della compagnia Anna Maria De Luca e Luca Maria Michienzi, mentre al gruppo dei Paraphonè – composto da Angelo Pisani, Sergio Schiavole e Bruno Tassone – è stato affidato il compito di evocare le musiche della nostra tradizione.
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