Malamura - Tragedia di un amore impossibile
La locandina di Malamura

Nell’agosto 2005, la Compagnia debutta con lo spettacolo MALAMURA, TRAGEDIA DI UN AMORE IMPOSSIBILE di Pino Michienzi, tratto dalla FEDRA di Seneca e Racine.

 

L'inizio dello spettacolo (foto Beatrice Canino)Luca Maria Michienzi (foto Beatrice Canino)Luca Maria Michienzi (foto Beatrice Canino)Luciano Cozzi e Luca Maria Michienzi (foto Beatrice Canino)

Lo spettacolo, messo in scena da sette attori con la collaborazione di cinque tecnici, è stato rappresentato, nell'estate 2005, in 11 siti archeologici della Calabria, naturali palcoscenici per uno spettacolo che ha riscosso enorme successo di pubblico e di critica. Numerose e apprezzate le repliche tenute durante l'estate 2006.

Anna Maria De Luca (foto Beatrice Canino)Luca Maria Michienzi e Anna Maria De Luca (foto Beatrice Canino)Annamaria Zuccaro e Luca Maria Michienzi (foto Beatrice Canino)

Uno dei motivi d’interesse di questa nuova messa in scena è il libero adattamento in dialetto calabrese, che richiama fonemi e strutture linguistiche verbali e musicali del periodo magno-greco.

Luca Maria Michienzi e Anna Maria De Luca (foto Beatrice Canino)Anna Maria De Luca e Rosellina Elia (foto Beatrice Canino)Anna Maria De Luca (foto Beatrice Canino)Anna Maria De Luca (foto Beatrice Canino)

L’azione si svolge in una Calabria antica di millenni, e i personaggi che si muovono all’interno, sono tutti calabresi e parlano il dialetto, assunto come vera e propria lingua poetica. Il progetto teatrale assume, dunque, una valenza storico-linguistica-ambientale di enorme pregio.

Anna Maria De Luca (foto Beatrice Canino)Rosellina Elia e Anna Maria De Luca (foto Beatrice Canino)Anna Maria De Luca (foto Beatrice Canino)Anna Maria De Luca (foto Beatrice Canino)

Pino Michienzi e Luca Maria Michienzi (foto Beatrice Canino)Pino Michienzi (foto Beatrice Canino)

La contaminazione in lingua calabrese di un testo classico per eccellenza, recupera, fra l’altro, anche l’uso appropriato di musiche etniche di alta qualità, suonate con strumenti prettamente calabresi, come la lira calabrese, la fischiettara, il fischietto, l’organetto,  le percussioni ad acqua, il piffero di canna e la zampogna.

Pino Michienzi e Luca Maria Michienzi (foto Beatrice Canino)Luciano Cozzi (foto Beatrice Canino)Pino Michienzi (foto Beatrice Canino)Anna Maria De Luca, Pino Michienzi e Luciano Cozzi (foto Beatrice Canino)

La Compagnia riceve i meritati appalusi (foto Beatrice Canino)

foto Beatrice Canino

LA CRITICA A "MALAMURA"

FRANCO CIMINO - IL QUOTIDIANO - 28 agosto 2005
"LA GENTILEZZA DELL’ARTE IN UNA SERA D’ESTATE CON MALAMURA".
[...] e tanto silenzio. Sublime. Il silenzio del cielo riposato e degli spettatori. Tutti rapiti da Malamura, la tragedia di un amore impossibile che Pino Michienzi ha tratto e liberamente adattato da Fedra di Seneca e Racine[...] Tensione umana altissima[...] Ma alla bellezza della trama deve essere aggiunta la bravura degli attori in scena. Il primo elogio è per l’ottima performance di Anna Maria De Luca nel difficile ruolo di Fedra. La "pasionaria" e creativa signora del teatro calabrese già la si conosceva. Ma quella sera, in questo ruolo, è stata bravissima. Soprattutto nel modulare ritmicamente i contrastati sentimenti che hanno accompagnato fino alla fine una donna fragile e forte insieme. Brave anche la giovane e grintosa Federica Mancuso, nei panni di Aricia, e Rosellina Elia, molto apprezzata dal pubblico anche per aver saputo proporre un personaggio ambiguo, la vecchia nutrice di Fedra, senza fargli perdere l’umiltà e l’amore che albergano in lei. Luciano Cozzi, noto e apprezzato attore di fama nazionale, ed il giovane, ricco di talento e di futuro, Luca Michienzi, nei ruoli di Teramene e di Ippolito, figlio di Teseo, hanno giganteggiato. Specialmente attraverso quei dialoghi intensi nei quali si sostanzia gran parte della morale dell’opera. E anche della poesia, nei momenti in cui la parola ha raggiunto alti livelli stilistici e melodici. Infine lui, Pino Michienzi. Non solo perché arriva in ultimo sulla scena, dove la sua bravura è talmente tecnica da non sopportare commenti, ma in particolare perché di Malamura ne è l’anima. Lo è in quanto maestro che insegna ai giovani a vivere il palcoscenico con umiltà e disciplina; o regista che guida la squadra con sapiente autorevolezza. Lo è soprattutto in quanto costruttore di questo genere teatrale, fortemente innovativo ed educativo, che accanto al testo classico fa muovere da protagonista il dialetto calabrese. A cui in altre occasioni, anche di autentica provocazione culturale, egli ha conferito il valore di lingua principale[...] La Calabria è terra che raccoglie e valorizza tutti questi elementi, tesi al riscatto e all’affermazione degli uomini. In Malamura l’intreccio del dialetto con il linguaggio aulico, non è solo una forma di efficace contaminazione di generi e stili linguistici. E’ il motore, la forza, che spinge il Teatro classico, che è racconto di vita umana, dentro la Calabria, che della vita umana, ancora oggi ne è il racconto più fedele ed esaltante.

CARMEN LOIACONO - IL DOMANI - 23 agosto 2005
"MALAMURA, OVAZIONE FINALE PER LA COMPAGNIA TEATRO DEL CARRO IN SCENA AL PARCO SCOLACIUM"
[...] Questo il modo in cui il numeroso pubblico presente all’ultimo appuntamento al Parco Scolacium con il "Magna Graecia Teatron", la rassegna dedicata al teatro classico, patrocinata dalla Regione Calabria, ha voluto rendere grazie agli attori sul palcoscenico. [...] E non poteva andare meglio. Forti di un’invidiabile esperienza, quelli del Teatro del Carro, hanno presentato una particolare versione di "Fedra", originale per la sua presentazione: era offerta in tutta la sua mediterraneità, con momenti di recitazione in dialetto. La lingua autoctona era riservata alle situazioni di particolare coinvolgimento emotivo, quando erano le passioni ad emergere. [...] Alla già ben collaudata interpretazione dei protagonisti, si è affiancata una precisa attenzione ai particolari ben curati e finemente svolti, con cura di ogni dettaglio, anche nella scenografia. Al bianco candore di Ippolito e al nero cupo di Teseo, era affiancato, in contrasto, lo scandaloso rosso di Fedra, presente anche in drappi qua e là sulla scena, e i tenui colori degli abiti dei rimanenti personaggi...

PASQUALE VACCARO - IL DOMANI - 18 agosto 2005
"APPREZZATA ESIBIZIONE DELL’ATTORE E REGISTA CALABRESE"
[...]Gli attori sono riusciti nella bella e intensa serata teatrale, a far emergere attraverso i loro personaggi, una certa vena poetica del nostro dialetto. Sono state le musiche etniche dei Paraphonè, suonate con la lira calabrese, il fischietto, la zampogna e il piffero di canna a coinvolgere emotivamente l’attento e silenzioso pubblico presente, che a fine spettacolo si è alzato in piedi per tributare il giusto e sentito applauso.

ANNA TRAPASSO - IL QUOTIDIANO - 26 agosto 2005
"TRAGEDIA DI UN AMORE IMPOSSIBILE AL PARCO SCOLACIUM"
[...] Il primo atto vede protagonista Ippolito, interpretato da Luca Maria Michienzi, figlio di Teseo re d’Atene e dell’amazzone Antiope. Questi è affiancato da Teramene, suo precettore (Luciano Cozzi)... Fedra è la bravissima Anna Maria De Luca, innamorata del suo figliastro Ippolito che fa di tutto per impedirne l’amore con Aricia (la giovane Federica Mancuso) facendo leva sulla sua posizione di regina incurante dei consigli della nutrice Enone interpretata da Rosellina Elia... Pino Michienzi, inchioda il pubblico alla sedia manifestando la sua ira. [...]

MARIA ANITA CHIEFARI – IL DOMANI – 15 agosto 2006
“PASSIONE E MORTE IN MALAMURA”
Calendario fitto in tutta la regione per la tragedia allestita dalla Compagnia Teatro del Carro

Carmen Lacquaniti - GAZZETTA DEL SUD – agosto 2009
“Magna Grecia Teatro Festival ROSARNO / DI SCENA “MALAMURA” FIRMATO DA MICHIENZI

Alessandro Vicari – IL QUOTIDIANO – 7 agosto 2009
Ricadi. Prima edizione del “Capo Arte Teatro”
A INAUGURARE LA PRESTIGIOSA MANIFESTAZIONE L’APPLAUDITA TRAGEDIA “MALAMURA”
Grande successo di pubblico e di critica per la serata inaugurale del 4 agosto scorso della prima edizione di “Capo Arte Teatro”… Lo spettacolo della serata d’apertura è stato “Malamura, tragedia di un amore impossibile” perla regia di Pino Michienzi, messo in scena da sette attori con la collaborazione di cinque tecnici.

Concetta Schiariti – GAZZETTA DEL SUD – 7 agosto 2009
RICADI. In scena la tragedia Malamura
IL TEATRO D’AUTORE FA IL SUO DEBUTTO A TORRE MARRANA …Grande, quasi inaspettato successo di pubblico per la prima serata del Capo Arte Teatro, inserito a pieno titolo nel circuito teatrale regionale, che ha visto la magistrale interpretazione di “Malamura”. Una performance teatrale che nasce dal libero adattamento da Fedra di Lucio Anneo Seneca e Jean Racine, con contaminazioni in dialetto calabrese, per la regia di Pino Michienzi. Oltre 200 spettatori che sono stati amabilmente rapiti dalla straordinaria interpretazione…

CALENDARIO MALAMURA 2005

13 agosto - S. MANGO D’AQUINO - ANFITEATRO
14 agosto - TAVERNA - ANFITEATRO
16 agosto - SIBARI - AREA ARCHEOLIGICA
18 agosto - TROPEA - ANFITEATRO DEL PORTO
19 agosto - FALERNA
21 agostp - PARCO SCOLACIUM - ROCCELLETTA DI BORGIA
22 agosto - LOCRI - AREA ARCHEOLOGICA TEMPIO DI MARASA’
24 agosto - STALETTI’ – PALAZZO ARACRI
28 agosto – CERENZIA - ANFITEATRO
29 agosto - BOVA MARINA
30 agosto – CASTELLO DI SANTA SEVERINA

CALENDARIO MALAMURA 2006

5 agosto - OLIVADI – ANFITEATRO
7 agosto – PALMI – ANFITEATRO
20 agosto – TORRE DI RUGGIERO
21 agosto - SQUILLACE
22 agosto - MONASTERACE
23 agosto – ROGLIANO

CALENDARIO MALAMURA – 2009

2 agosto - GIRIFALCO
4 agosto – RICADI
5 agosto – ROSARNO
6 agosto – FILADELFIA
8 agosto – VAZZANO
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