Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (Edizione 2007)

Spettacolo tratto dai diari di Corrado Alvaro, grande affresco, come riconosciuto dalla critica e dal pubblico, della storia di Calabria. Scritto da Silvano Spadaccino e Pino Michienzi, lo spettacolo debuttò nell'estate del 1986, per essere replicato con enorme successo di pubblico e di critica in venticinque Comuni calabresi. Cinquant’anni di storia e di vita italiana che gli attori hanno fatto scorrere in un’ora e trenta minuti di grande spettacolo e che il pubblico ha giudicato oltremodo affascinante apprezzando gli interpreti e la intelligente regia di Silvano Spadaccino.Decine di articoli su quotidiani e riviste hanno gratificato il lavoro della Compagnia che ebbe modo, nel 1987, di replicarlo per le scuole superiori, con il patrocinio della Provincia di Catanzaro.
Nel gennaio 2007, dimostrando la forza e l'attualità del messaggio che questo grande scrittore ci ha lasciato, la Compagnia Teatro del Carro ha riproposto questo spettacolo che, a dispetto dei venti anni trascorsi dalla prima rappresentazione, non smette di emozionare il pubblico.

Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Anna Maria De Luca (Laura Babini) (foto Beatrice Canino)Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Pino Michienzi (Corrado Alvaro) e Rosa Elia (La popolana) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Pino Michienzi (Corrado Alvaro) e Luca Maria Michienzi (L'anarchico) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007)<br>Pino Michienzi (Corrado Alvaro), Anna Maria De Luca (Laura Babini) e Luca Maria Michienzi (L'anarchico) (foto Beatrice Canino)'

Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Luca Maria Michienzi (L'anarchico) e Anna Maria De Luca (Laura Babini)') (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Luca Michienzi (L'anarchico), Anna Maria De Luca (Laura Babini) e Pino Michienzi (Corrado Alvaro) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Pino Michienzi (Corrado Alvaro), Anna Maria De Luca (Laura Babini) e Luca Maria Michienzi (L'anarchico) (foto Beatrice Canino)

Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Rosa Elia (La popolana) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Luca Maria Michienzi (L'Anarchico), Pino Michienzi (Corrado Alvaro) e Anna Maria De Luca (Laura Babini) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Pino Michienzi (Corrado Alvaro) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Pino Michienzi (Corrado Alvaro) e Anna Maria De Luca (Laura Babini) (foto Beatrice Canino)

Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Luca Maria Michienzi (L'anarchico) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Anna Maria De Luca (Laura Babini) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Anna Maria De Luca (Laura Babini) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Pino Michienzi (Corrado Alvaro) (foto Beatrice Canino)

Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Pino Michienzi (Corrado Alvaro) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Federica Mancuso (La Storia) (foto Beatrice Canino) Corrado Alvaro 1915-1945... quasi una vita (2007) - Federica Mancuso (La Storia) (foto Beatrice Canino)

foto Beatrice Canino

LA CRITICA A "QUASI UNA VITA"

CALABRIA - sett.-ott. 1986
"ALVARO VIVO E ANTIFASCISTA"
"Riproposto magistralmente in una piece teatrale di Pino Michienzi e Silvano Spadaccino per la Compagnia Teatro del Carro"

PAOLO AIELLO - GIORNALE DI CALABRIA - 23 agosto 1986
"MICHIENZI E LA CALABRIA"

PAOLO AIELLO - CALABRIA - sett.-ott. 1986
"PINO MICHIENZI, ALVARO CONVINCENTE"
Scendeva e saliva per la gradinata ampia, un giovane dai capelli folti e ingrigiti, quella sera di agosto, nella villa Pertini a Borgia di Catanzaro. Presentava sulla scena, all’aperto, "Quasi una vita" di Corrado Alvaro. Riconosciutolo, dopo anni, lo abbracciai, mi abbracciò. Era proprio lui, Pino Michienzi, che per una di quelle corrispondenze interne e meravigliosi impulsi, sente vicino a sé, con passione, Corrado Alvaro.
Il senso dell’esistenza e delle problematiche connesse eguaglia il nostro attore alla pensosità sofferta e alla profonda rivolta etica di Alvaro, un po’ dimenticato dalla sussiegata ufficialità accademica.
Michienzi sa, con tanta umiltà, sicurezza e consapevolezza sofferta, cucire i vari spezzoni, i vari momenti storici ed esistenziali descritti da Alvaro nelle sue opere, che nell’insieme davvero ci offrono un testo di psicologia sociale. Si dice "cucire" ma esattamente si deve dire "fondere": quella di Michienzi è un’operazione artistica di fusione, tanto il discorso si snoda senza spacchi o cesure o trapassi: discorso d’arte, fluido, spontaneo, senza forzature di adattamento.
Il quadro oggettivo della realtà storica in cui vive Alvaro è stato presentato come un tutto organico.
[...] Suasiva e toccante, soprattutto, la voce di Michienzi: voce che viene dal di dentro, senza manierismi o infingimenti vocali: esso parte da una profondità incontaminata. Non è l’attore che si cala nel personaggio inventato da un altro, ma diventa egli stesso vero autentico protagonista.
Michienzi non recita, non declama, ma parla a sé, all’uomo, agli spettatori: e questi avvertono che egli parla e vuol parlare a loro. Li vede come persone, non come pubblico, non come realtà massiva. Egli parla, e, parlando, agisce ed opera la fusione con lo spettatore, che si sdegna, protesta, condanna, quando Michienzi-Alvaro, vista la nequizia della società oppressa e sbandata, addita la fonte del male nel Potere, nei Grandi, nei Politici. Gli si abbassa persino il tono della voce quando lo sguardo si pone di fronte ai lati tristi della società, che portano alla sfiducia, alla rarefazione d’ogni speranza.
Proprio qui emerge la "calabresità" di Michienzi: una calabresità intesa come capacità di protesta, di essere ribelle. Sono tanto pesanti e violenti i condizionamenti del Potere, che spesso si è costretti a dire "si" quando, dentro, ogni uomo dice "no". "Piegati albero che la piena passa".
[...] All’unisono con l’autore l’attore offre alla sensibilità dello spettatore lo stimolo forte a riflettere, a risorgere. "Tutto è accaduto!", però domani non più così. Cadono i valori, si oscura il cielo: senza valori non si vive. All’improvviso il fremito, la gioia inesprimibile: cosa è successo. Torna Cesarino, il figlio, il nuovo, il futuro che illumina la notte oscura.
Tutto questo ci ha offerto l’arte di Michienzi. [...]

NUNZIO LACQUANITI - CALABRIA - sett.-ott. 1986
"NONOSTANTE GLI INCONVENIENTI RIUSCITA ANCHE LA PRIMA"
Il lavoro teatrale imperniato sulla complessa vicenda umana e letteraria del più incisivo e noto scrittore calabrese, Corrado Alvaro, è stato interpretato da Pino Michienzi con rigore ed impegno ed anche con una forte tensione emotiva. Bravi anche gli altri attori, Anna Maria De Luca nella parte della Moglie di Alvaro, Diego Verdegiglio nei panni dell’Anarchico; Marica Roberto che impersonava la Signora del Novecento, Loredana Verdegiglio nella parte della Popolana ed Ettore Capicotto in quella dello Strillone.

CORRIERE DI ROMA - 15 novembre 1986
"CORRADO ALVARO... QUASI UNA VITA"
"In un convegno a Cosenza l’opera e l’impegno sociale dello scrittore calabrese a trenta anni dalla morte"

L’OPINIONE - 29 novembre 1986
"CORRADO ALVARO... QUASI UNA VITA"
"Brillantemente interpretato nei vari ruoli il lavoro teatrale che intende dimostrare l’infondatezza di alcune miserevoli critiche sulla figura del grande pensatore"

ANTONIO GATTO - IL FIORE DI PIETRA - Ottobre 1986
"PINO MICHIENZI IN ‘QUASI UNA VITA’ DI CORRADO ALVARO"
[...] Originale lo stratagemma scenografico, sobrio e significativo, che, giovandosi dell’ausilio di musiche pertinenti e d’effetto, scandisce lo scorrere del Novecento temperando le vicissitudini storiche sullo svolgimento della vita familiare di Alvaro. Il tutto realizzato con gusto, senza enfasi prevaricatrice, con buoni inserimenti di elementi dinamici opportuni a rimuovere la staticità della scena, ma soprattutto, consoni ad esaltare la parola, che, nella interpretazione dell’ottimo Michienzi, soggiace ad ogni sfumatura, duttile come la materia corporea. [...]

SERGIO DRAGONE - CATANZARO NOTIZIE - Aprile-Maggio 1987
"CORRADO ALVARO 1915-1945... QUASI UNA VITA"
"Omaggio teatrale al grande scrittore"
Non è per aggiungersi alle polemiche di questi ultimi tempi sul fascismo o antifascismo alvariano che la Compagnia Teatro del Carro ha allestito lo spettacolo "Alvaro 1915-45... quasi una vita" portandolo con successo sui palcoscenici di molte piazze calabresi, ma piuttosto l’omaggio di operatori teatrali ad un grande scrittore, giornalista e romanziere nel trentennale della sua morte. Secondo il nostro parere è un’operazione riuscita.
Lo spettacolo cui abbiamo assistito, in un’atmosfera di attenzione generale, oltre ad essere godibile per i giochi di luce opportunamente calibrati che sottolineano gli ambienti che di volta in volta, durante lo svolgersi del lavoro, si presentano agli occhi dello spettatore senza un reale cambio di scena; e per i costumi che delineano uno stile di eleganza basata sui colori e i toni del bianco-rosso-nero e che nella figurazione della "Storia" segnano il passaggio del tempo, è uno spettacolo pregevole soprattutto nella proposizione della "parola" per l’impegno non facile degli autori Silvano Spadaccino e Pino Michienzi, nel rappresentare un autore così discusso come Alvaro per la sua collocazione nel contesto socio-politico del periodo più drammatico della storia italiana.
Ne risulta uno spaccato di vita che Corrado Alvaro (Pino Michienzi) vive all’interno della sua famiglia, della sua casa, con la sua compagna Laura Babini (Anna Maria De Luca), depositaria in quanto donna, di tradizioni, della voce della città e della "lingua dei Padri", confidente sicura dei suoi pensieri, interlocutrice attenta ai mutamenti del tempo: della politica e della cultura che li hanno determinati. A volte anche richiamo alla realtà più cruda e sconcertante. Anna Maria De Luca è riuscita, con la sua grazia e la sua sensibilità, a restituirci questo personaggio così complesso e così travagliato di non facile interpretazione. Il suo è stato un "non recitare", un essere viva e presente senza invadenze e senza infingimenti di maniera. E proprio per questo che ha saputo raggiungere quella naturale "finzione scenica" propria delle brave attrici. Ce ne congratuliamo.
La ninna-nanna che apre il lavoro teatrale introduce il rito più antico: la nascita dell’uomo e insieme ad esso la genesi del mondo. E le incertezze che lo accompagnano, fonte di presagi fatali e dolorosi che portano, paradossalmente, a speranze di "non-vita". Questa nenia resa a buoni livelli artistici dalla voce di Ettore Capiotto, con alternanze di toni altamente drammatici a coloriture flautate, ci è sembrata degna di nota, soprattutto per la complessa e difficile composizione musicale.
Intorno alla casa degli Alvaro, gravitano personaggi come l’anarchico (Diego Verdegiglio), l’Ego attivista di Alvaro, che sottolinea l’intellettualismo e la partecipazione civile dell’amico-scrittore alla vita politica italiana, costretto a subire la partenza per il fronte: è la prima guerra mondiale. La Popolana (Loredana Verdegiglio) segno di una saggezza contadina che si trova ad affrontare la quotidianità del sussidio, della scelta di mestiere (carabiniere o prete?) per i figli che perderà al fronte, la paura e l’accettazione della guerra come momento di cambiamento. Alle loro spalle la "Storia" (Marica Roberto) che segna il suo passaggio attraverso il succedersi delle epoche, dei governi, delle mode.
Un gioco di entrate e di uscite, di cartelli anagrammati di grande effetto, un’idea di regia davvero originale. Sempre alla regia di Silvano Spadaccino si deve l’analitica lettura del testo, che ha portato gli attori a muoversi ciascuno nel proprio ambiente, il rigore di scena e dei movimenti, e delle scelte musicali di brani originali o elaborazioni e registrazioni d’epoca, che abbiamo applaudito.
Del protagonista Pino Michienzi, un Alvaro realistico, tanto sanguigno quanto intellettuale, osservatore puntuale e attento dei caratteri e delle reazioni degli uomini, quanto sognatore di "un mare turchino fatto nuovo che rivela le risposte alle domande più antiche". L’autorevolezza e le spiccate doti interpretative di Michienzi hanno, anche quest’anno, confezionato un personaggio carico di emozioni, dibattuto tra problemi di non facile presa sul pubblico. Ma il suo protagonismo e il suo esercizio di palcoscenico rendono superabili quei momenti troppo densi di significati e di tensioni anche ai più incalliti assertori di altro tipo di teatro di più immediata accessibilità. [...]

GIORNALE DI CALABRIA - 23 maggio 1987
"ALVARO 15-45... QUASI UNA VITA"
"Rappresentato con successo nei teatri calabresi un lavoro del "Carro"
[...] in questi giorni riproposto per le scuole medie superiori nei teatri di Vibo Valentia, Crotone, Lamezia e Catanzaro [...]
[...] Questo lavoro è stato interpretato, nella parte di Corrado Alvaro da Pino Michienzi e, in quella della moglie Laura Babini, da Anna Maria De Luca. Ottimi protagonisti che hanno saputo esprimere tutte le ansie e le perplessità. Silvano Spadaccino è stato l’anarchico, Anna Casalino rappresentava "il Novecento"; la popolana era Adele Fulciniti, Germana De Luca collaborava nella veste di Annunciatrice dell’Eiar, mentre Ettore Capicotto cantava bellissime nenie scritte e musicate da Silvano Spadaccino che era anche autore del testo insieme a Pino Michienzi e ne curava la regia.
Al Teatro Comunale di Catanzaro la rappresentanza degli studenti delle scuole medie superiori con i professori (fatto gravissimo, era assente soltanto il Liceo Classico!), ha assistito allo spettacolo con grande interesse e partecipazione, sottolineando alla fine, con calorosissimi applausi, il lavoro serio e professionale della Compagnia Teatro del Carro.

DUE LETTERE AUTOGRAFE DI MASSIMO ALVARO, FIGLIO DI CORRADO, A PINO MICHIENZI

Roma, 17 settembre (1987)

Caro Pino,
di ritorno a Roma trovo la sua busta con sceneggiatura e cortese lettera.
La ringrazio, penso che, malgrado la distanza, la nostra sia un’amicizia destinata a durare.
Le invio la sceneggiatura firmata e copia della lettera da lei richiesta.
Un abbraccio


Massimo Alvaro


Roma, 5 agosto (1992)

Caro Pino
Rallegramenti per la tua bella riduzione radiofonica di "Gente in Aspromonte". Le auguro tutta la fortuna che merita e l’attenzione da parte della sede radiofonica calabrese.
Cordialmente ti saluto


Massimo Alvaro


m.c. – CALABRIA ORA – 7 dicembre 2006
ALL’EINAUDI GLI STUDENTI A SCUOLA DI TEATRO Entra nel vivo lo stage di “Lettura interpretata” con Pino Michienzi

IL DOMANI – 7 dicembre 2006
LA COMPAGNIA TEATRO DEL CARRO FA SCUOLA
“Lo stage di “lettura interpretata” si concluderà all’Istituto Einaudi il prossimo 15 dicembre”

Carmen Loiacono – IL DOMANI – 21 dicembre 2006
“ALL’EINAUDI OMAGGIO A CORRADO ALVARO”
“Gli studenti dell’ITC, con la Compagnia Teatro del Carro, hanno messo in scena Gente in Aspromonte nel 50enario della morte dello scrittore calabrese.
La conclusione dello spettacolo affidata a un Pino Michienzi particolarmente in forma”
[…] Una prova di non poca difficoltà per gli undici studenti, in gran parte ragazze, che hanno dovuto destreggiarsi in ruoli vari, anche maschili, al loro primissimo approccio col teatro. Il risultato era facilmente prevedibile, visto l’impegno e la dedizione con cui Michienzi e De Luca da anni lavorano con i ragazzi delle scuole: sorprendente. […] I ragazzi hanno molto lavorato sulla voce, sull’impostazione, sul tono, toccando momenti veramente alti di interpretazione.
E se si pensa che il lavoro proposto è stato il frutto di un centinaio di ore di preparazione dislocate in due mesi, i risultati sono davvero ottimi. La messa in scena ha colpito molto i presenti.

IL QUOTIDIANO - 10 gennaio 2007
“L’OMAGGIO”
Cinema e teatro su Corrado Alvaro

IL DOMANI – 11 gennaio 2007
“1915-’45…Quasi una vita” per ricordare Corrado Alvaro

Giuseppe Passafaro – CALABRIA ORA – 13 gennaio 2007
“PINO MICHIENZI RECITA ALVARO”
“Successo per la piece della Compagnia Teatro del Carro”
Sabato sera nell’Auditorium Casalinuovo la Compagnia Teatro del Carro ha presentato “Corrado Alvaro 1915-45… quasi una vita”.
Un omaggio al grande conterraneo nel cinquantesimo della scomparsa, con una rivisitazione di uno spaccato della sua vita. Quasi due ore di intenso e vibrante impegno teatrale che ha visto come protagonista, regista e coautore della sceneggiatura un grande Pino Michienzi che ha scandito, dall’alto della sua esperienza e saggezza di consumato attore teatrale, tempi, spazi e ritmi recitativi, nella esplicazione di un testo assai impegnativo.
Tutta la compagnia si è espressa ad altissimi livelli partendo da Luca Maria Michienzi, nella parte dell’alter ego di Alvaro, Federica Mancuso nelle vesti di speaker della storia del ‘900, Rosa Elia una madre ed una popolana, e su tutti la smisurata attrice Anna MAria De Luca nell’interpretazione di Laura Babini con acenti toccanti di severa quanto tenera moglie di Alvaro e madre di Cesare.[…]

Giovanni Bevacqua – IL QUOTIDIANO – 14 gennaio 2007
“PINO MICHIENZI METTE IN SCENA LA VITA DI CORRADO ALVARO”
“A Catanzaro spettacolo per le celebrazioni dello scrittore.”
[…] Uno spaccato di vita che Alvaro, interpretato magistralmente da Pino Michienzi, vive all’interno sempre della stessa stanza, all’interno della sua casa al fianco della sua compagna Laura Babini, resa magnifica dall’interpretazione di Anna MAria De Luca. Un evolversi rapido di eventi che racchiudono in sé tutta la discussa profondità intellettuale dello scrittore calabrese.[…] Un gioco di suoni ed effetti programmato con cura per una riuscita di grande effetto, che ha accompagnato nel corso dello spettacolo la vita del Michienzi-Alvaro, osservatore puntuale e attento dei caratteri e delle reazioni degli uomini.

SALVATORE G. SANTAGATA – IL QUOTIDIANO – 16 gennaio 2007
“PESSIMISMO E SPERANZA RACCHIUSI IN CENTO MINUTI”
“L’Alvaro delle antinomie di Michienzi”
[…] Si è trattato di un evento fuori dal comune. Non solo perché pensato, scritto, prodotto e interpretato interamente da calabresi – con l’unico innesto del pugliese Silvano Spadaccino, celebre musicista, che ha scritto a quattro mani con Pino Michienzi la sceneggiatura – ma perché, in cento minuti di teatro della parola, con una scenografia essenziale, ma non banale, musiche acconce ed un sapiente uso delle luci, Pino Michienzi e Anna MAria De Luca, ci hanno restituito un Corrado Alvaro, vivo, palpitante, pessimista e speranzoso, nel contesto dei tumultuosi e luttuosi avvenimenti dell’Italia tra il 1915 ed il 1945.[…] Pino Michienzi è stato capace di restituirci L’Alvaro maestro incomodo cui ripugnava la volgarità delle formule correnti, l’Alvaro, “coscienza critica della società italiana”, prima del fascismo, sotto il fascismo e dopo. Una coscienza critica esercitata, non solo nel segno della libertà civile, politica e religiosa, ma anche nel segno di quella letteratura che per lui, in una grande civiltà, doveva porsi “all’apice della cultura”. Michienzi e la De Luca, ma anche i pochissimi altri (il figlio dei due Luca Maria, Rosa Elia e Federica Mancuso, tutti molto bravi) attraverso le parole e le riflessioni di Corrado Alvaro, sono stati capaci di mostrarci, di farci quasi toccare con mano, come in quel trentennio – tra il 1915 ed il 1945 – moriva il vecchio popolo e sorgeva l’uomo moderno. Ci hanno fatto rivivere dall’interno le ambasce, le gioie, “il momento storico di cui Alvaro è il rappresentante ed il poeta”. E ci hanno fatto riflettere sulle antinomie presenti nell’opera di Alvaro, sulla compresenza di elementi apparentemente inconciliabili, sui contrasti tra la nostalgia per gli incanti della memoria e dell’infanzia e una penosa sollecitudine per le istanze e questioni dell’oggi, per le sorti dell’umanità, della libertà e della giustizia. Sono stati in grado, Pino e Anna Maria, di conciliare i due poli essenziali dell’ispirazione alvariana: la nostalgia cupa e primitiva della terra natale, della lontana San Luca, in Calabria, e l’attrazione verso un mondo parossisticamente urbano, non meno convulso e misterioso.[…]
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