Setta ottu nova e decia.
Commedia di Nino Gemelli
Produzione Fondazione Politeama Catanzaro
Adattamento e Regia Pino Michienzi


La locandinaIl dialetto catanzarese, che riveste il tessuto sociale di un popolo e quindi il suo carattere, è tra le più qualificate e significative prerogative di Nino Gemelli, che disegna in questa commedia, con maestria e con pari equilibrio, virtù e vizi, senza preferenze che possano consacrare miti di campanile, come spesso accade a chi è innamorato della propria città.
Non esita il drammaturgo, a evidenziare i segni deboli di una cultura abbondante di sovrastrutture che ne intasano il pensiero, sostenuto da grossolana mentalità e protetto da discutibili tradizioni.

Elisa Pizzi AnnaMaria De Luca e Immacolata Alfieri Rosa Elia, Roberta Colosi, Pino Michienzi, Vanessa Curto, Immacolata Alfieri Pino Michienzi Immacolata Alfieri, Pino Michienzi

AnnaMaria De Luca Luca Maria Michienzi Pino Michienzi, Vanessa Curto, Rosa Elia Luca Maria Michienzi

Roberto Malta, Luca Maria Michienzi Pino Michienzi, Roberto Malta Luca Maria Michienzi Rosa Elia, Pino Michienzi


Bozzetto di scenografiaE il senso di questa scrittura teatrale, mette appunto in luce quanto un’ottusa vecchia assurda mentalità, possa mettere a rischio il sentimento d’amore di un figlio nei confronti di genitori distratti da materialità e grettezze paesane. La regia ne esalta i dialoghi e le atmosfere dense di antinomie, sottolineando con rigore di tempi comici e ritmi veloci, un’intelligente e sana ilarità.

Rosa Elia, Roberto Malta, Roberta Colosi, Pino Michienzi Roberto Malta, Vanessa Curto, Rosa Elia AnnaMaria De Luca AnnaMaria De Luca, Pino Michienzi

Luca Maria Michienzi, Immacolata Alfieri, Vanessa Curto Vanessa Curto, Roberta Colosi, Immacolata Alfieri AnnaMaria De Luca, Vincenzo Pitingolo Luca Maria Michienzi

Pino Michienzi, Luca Maria Michienzi AnnaMaria De Luca AnnaMaria De Luca, Immacolata Alfieri, Vanessa Curto Rosa Elia, Roberto Malta, Pino Michienzi, AnnaMaria De Luca

Pino Michienzi, Roberto Malta AnnaMaria De Luca Vanessa Curto, Roberto Malta, Pino Michienzi, AnnaMaria De Luca, Luca Maria Michienzi

Roberta Colosi, Vanessa Curto, Luca Maria Michienzi, AnnaMaria De Luca, Roberto Malta, Rosa Elia, Immacolata Alfieri, Vincenzo Pitingolo

Foto di Beatrice Canino

LA CRITICA

www.ondacalabra.it - giugno 2008
VENERDÌ E SABATO AL POLITEAMA L'OMAGGIO A NINO GEMELLI CON LE DUE RECITE DI "SETTA, OTTU, NOVA E DECIA" PER LA REGIA DI PINO MICHIENZI.
"Setta, ottu, nova e decia" Omaggio a Nino Gemelli (05/06/2008).
“Un doveroso tributo della città ad un grande interprete della cultura popolare”. Così il sindaco Rosario Olivo ha definito l’allestimento, a cura della Fondazione Politeama, di una delle più conosciute commedie di Nino Gemelli.
Nino Gemelli e Pino Michienzi nel 1980“Setta, ottu, nova e decia”, per la regia di Pino Michienzi che ne ha curato anche l’adattamento, andrà in scena venerdì 6 e sabato 7 giugno, alle ore 21, concludendo la rassegna Teatri di Maggio.
La compagnia allestita da Pino Michienzi, attore e regista tra i più affermati a livello nazionale, sta proseguendo le prove in vista dell’atteso debutto di venerdì. La scenografia è stata curata da due docenti dell’Accademia di Belle Arti, Giovanni Raia e Angela Fidone, che si sono avvalsi della collaborazione di alcuni studenti. “La produzione dell’opera di Nino Gemelli – ha sottolineato il Sovrintendente Mario Foglietti – conferma l’attenzione che la Fondazione Politeama riserva ai fermenti culturali calabresi. Il nostro non è solo un teatro di ospitalità, sia pure di altissimo livello, ma si pone come riferimento per tutti coloro che, come autori o interpreti, raccontano la realtà calabrese”.
Il direttore generale Marcello Furriolo ha voluto ringraziare la famiglia Gemelli per la collaborazione, sottolineando “il valore simbolico di un evento fortemente voluto dal sindaco Olivo per mantenere vivo il ricordo di Nino Gemelli”.
Il compito di portare in scena l’opera di Gemelli è stato affidato dalla Fondazione Politeama a Pino Michienzi, attore e regista di lungo corso, peraltro componente del comitato scientifico della stessa Fondazione.
Questo il cast messo in piedi da Michienzi per “Setta, ottu, nova e decia”: Pino Michienzi (Filippo Gangale), Anna Maria de Luca (Rosina Gangale, moglie di Filippo), Vanessa Curto (Rita Gangale, figlia di Filippo), Roberto Malta (Ubaldo Gangale, fratello di Filippo), Rosa Elia (Cristina Gangale, moglie di Ubaldo), Luca Maria Michienzi (Ettore Gangale, figlio di Ubaldo), Immacolata Alfieri (Giuliana Conte, moglie di Ettore), Vincenzo Pitingolo (Alfonso Diletti, amico di Rita), Roberta Colosi (Maria Rodinò).
Le musiche sono di Nino De Santis, orchestrazione Amedeo Lobello, violinista Elisa Pizzi, fonico Nello Zangari. La voce del giornalista è stata registrata da Riccardo Giacoia.

AGI – AGENZIA ITALIA – 10 MAGGIO 2008
“TEATRI DI MAGGIO” A CATANZARO, PRONTA LA QUINTA EDIZIONE”

IL QUOTIDIANO – 11 MAGGIO 2008
“AL POLITEAMA DI SCENA I TEATRI DI MAGGIO”

IL QUOTIDIANO – 13 MAGGIO 2008
“AL VIA TEATRI DI MAGGIO” - “Tre gli appuntamenti in cartellone”

NICOLETTA FABIO – CALABRIA ORA –14 maggio 2008
IL CALENDARIO DEL “MAGGIO”

DANILO COLACINO – GAZZETTA DEL SUD – 14 maggio 2008
“TRE LE OPERE IN CARTELLONE RICORDANDO NINO GEMELLI”
Teatri di Maggio – Presentata la rassegna al Politeama
“Al via la quinta edizione del cartellone dedicato alla prosa calabrese”

GAZZETTA DEL SUD – 25 maggio 2008
“IL 6 E 7 LA COMMEDIA DI NINO GEMELLI”

IL QUOTIDIANO – 25 MAGGIO 2008
“TEATRI DI MAGGIO, SI ASPETTA MICHIENZI”
“Attesa per la commedia di Gemelli”

CALABRIA ORA – 30 maggio 2008
PINO MICHIENZI PROPORRÀ “SETTA, OTTU, NOVA E DECIA”

IL QUOTIDIANO – 2 giugno 2008
“APPROPRIATO L’OMAGGIO A GEMELLI”

RAFFAELLA RAO - IL QUOTIDIANO – 4 giugno 2008
“OMAGGIO ALL’AMICO PIU’ CARO”
“MICHIENZI PORTA IN SCENA GEMELLI CON GLI ALLIEVI DEL COMMEDIOGRAFO SCOMPARSO”
Poche luci, palcoscenico ancora in fase di allestimento e poltrone del teatro vuote. Silenzio e concentrazione la fanno da padroni durante le prove del terzo e ultimo appuntamento della rassegna “Teatri di Maggio”. “Setta ottu nova e dècia” è una delle commedie dialettali più conosciute di Nino Gemelli (commediografo recentemente scomparso) ed è in suo omaggio che è stata adattata e sarà messa in scena al Politeama venerdì e sabato da Pino Michienzi.
Si tratta di una produzione voluta dalla Fondazione Politeama e dal sindaco Rosario Olivo. Le scene e i costumi sono stati realizzati dall’Accademia di Belle Arti sotto la direzione dei docenti Giovanni Raja e Angela Fidone. Da cinque giorni al Politeama, dopo aver provato al “Teatro del Carro” di Montepaone, le prove dello spettacolo “Setta ottu nova e decia” proseguono a ritmo serrato. Senza tregua dalle 15,30 a sera inoltrata.
Ed è stata in quest’atmosfera che l’attore, regista e autore catanzarese ha parlato in modo del tutto informale con il Quotidiano. Dal palcoscenico ha spiegato con grande entusiasmo l’importanza della commedia e con commozione ha ricordato alcuni episodi vissuti con il suo compagno d’arte Nino Gemelli.
Uno per uno ha presentato gli attori che prenderanno parte alla commedia e ciascuno nel suo ruolo: Pino Michienzi, il protagonista, è un padre di famiglia ovvero della famiglia di Filippo della quale fa parte anche la moglie nella vita oltre che nello spettacolo, Anna Maria De Luca. Gli altri attori della Compagnia sono: Vanessa Curto, Roberto Malta, Rosa Elia, Luca Maria Michienzi, Immacolata Alfieri, Vincenzo Pitingolo e Roberta Colosi. La maggior parte dei quali sono stati allievi di Nino Gemelli e “che con amore hanno voluto essere partecipi di quest’esperienza – ha commentato Michienzi -.
Un omaggio che ho voluto rendere a Gemelli partendo da alcune straordinarie battute da lui scritte. Perché è attraverso quelle battute che si evince un profondo sentimento di amicizia. In quelle battute ci sono i suoi ricordi del Natale, della nonna e quindi della sua infanzia”.
Si apre il sipario e un mago vestito differentemente rispetto agli altri attori, tutti vestiti della stessa divisa (un cappotto lungo), con una bacchetta magica darà vita ai personaggi della commedia e da lì prenderà anche avvio lo spettacolo. Contemporaneamente lo stesso mago farà suonale una violinista (Elisa Pizzi) che con la sua melodia farà da sottofondo alle parole degli attori. La commedia racconta di un figlio che torna da Milano a Catanzaro per spiegare, di persona, alla propria famiglia di avere abbandonato gli studi e di aver messo su una fabbrica. Nel corso della stessa si scoprirà anche che il giovane, nel frattempo, si è anche sposato, lasciando nello stupore i genitori inconsci di tutto e pronti a organizzare una gran festa per il suo ritorno. “Si scatena il finimondo – ha spiegato Michienzi - in quanto da un lato c’è un padre materiale e che non pensa all’amore del proprio figlio creando una rottura, mentre dall’altro lato c’è un figlio pronto a difendere a tutti i costi sua moglie.
Ecco allora l’importanza della commedia: “Rammendare un amore che si sta perdendo. Una commedia divertente, ma che allo stesso tempo fa riflettere – ha spiegato l’attore e regista -, che mette in evidenza la profonda dicotomia tra la mentalità gretta del sud e quella più evoluta del nord. Espressa in dialetto catanzarese da attori tutti catanzaresi e da cui viene fuori tutta Catanzaro”. La conclusione? Padre e figlio ritroveranno un sereno rapporto? E’ stato tutto lasciato in sospeso. La chiara conclusione, come ha spiegato Michienzi, non è stata scritta. La libera interpretazione sarà affidata agli spettatori.
Per quanto riguarda il suo ricordo di Nino Gemelli, Pino Michienzi lo ha definito “fraterno”. Con voce rotta e colma di emozione ha spiegato: “Ci conoscevamo da trent’anni e ricordo che andavo sempre a trovarlo durante i suoi spettacoli. Lui il giorno dopo mi chiamava e mi chiedeva un mio parere. Lui che era un orso e che faceva il suo come doveva essere fatto, compiva questo gesto d’amore e di stima nei miei confronti e non solo accettava i miei consigli, poi li traduceva in atti”. Un altro bellissimo ricordo che Michienzi ha voluto condividere riguarda il 2004: “Gli chiesi di fare un lavoro insieme, solo dopo 20 giorni mi chiamò dicendomi che l’aveva scritto. ‘U sangu è sangu” che non è mai andata in scena. Mi disse prenditi il copione e apporta tutte le modifiche che credi necessarie – ha continuato -. Lui un gesto del genere non l’avrebbe mai fatto”. E poi “lui è nel mio cuore e credo che l’amore per il teatro dialettale me l’ha dato anche lui. E’ il più grande drammaturgo che Catanzaro abbia in dialetto. Una persona generosa, un grande autore e sono onorato di essere stato stimato da lui”.
Anche tra i ragazzi della compagnia che hanno avuto la possibilità di lavorare con Nino Gemelli si è palesata una certa emozione al pensiero del loro maestro. E per il fatto di poter mettere in scena una sua opera, per la prima volta con Pino Michienzi e al Politeama, una sola persona, raccogliendo il pensiero di tutti, ha detto: “Non poteva farci regalo più bello anche dopo che se ne è andato”.

NI.FA. CALABRIA ORA – 5 giugno 2008
“MICHIENZI DIRIGE UNA COMMEDIA DI NINO GEMELLI”

IL QUOTIDIANO – 5 giugno 2008
DOMANI E SABATO IL TRIBUTO A NINO GEMELLI

IL DOMANI – 6 giugno 2008
“SETTA, OTTU, NOVA E DECIA” AL POLITEAMA”

Luca Maria MichienziIL DOMANI – 6 giugno 2008
“CATANZARO RICORDA NINO GEMELLI”
“LA REGIA E’ STATA AFFIDATA A PINO MICHIENZI CHE NE HA CURATO ANCHE L’ADATTAMENTO”
“Una delle più conosciute commedie dell’artista calabrese al Politeama per la conclusione dei Teatri di Maggio”

WWW.ONDACALABRA.IT
La città omaggia Nino Gemelli.
In scena “Setta, ottu, nova e decia”
Sold out al teatro Politeama per le due repliche della commedia di Nino Gemelli adattata e diretta da Pino Michienzi. L'evento è stato realizzato dalla Fondazione Politeama in omaggio all'autore recentemente scomparso.


CARMEN LOIACONO - www.ondacalabra.it –7 giugno 2008
LA CITTÀ OMAGGIA NINO GEMELLI.
IN SCENA “SETTA, OTTU, NOVA E DECIA”
Doveva essere un omaggio e lo è stato, in tutto e per tutto. La serata dedicata a Nino Gemelli, drammaturgo, regista, attore e quant’altro che la città di Catanzaro può vantare tra i suoi figli, ha riservato un teatro Politeama pieno in ogni ordine di posti, vociante e in attesa del grande evento. C’era chi Nino Gemelli l’aveva conosciuto e ci aveva lavorato insieme. Chi ha assistito a qualche suo spettacolo e per nulla al mondo avrebbe voluto perdere anche questo. E c’erano anche coloro che avevano solo sentito parlare di Nino Gemelli e delle sue commedie e hanno deciso di esserci, perché no. Insomma i biglietti venduti da giorni, un sold out prevedibile, e l’ipotesi, non tanto remota, che anche se le repliche fossero state più di due (quelle di venerdì e sabato), si sarebbe registrato ugualmente il tutto esaurito.
A portare in scena “Setta, ottu, nova e decia” anche un gruppo di attori che con Gemelli avevano avuto a che fare. La scenografia e i costumi – così come i quadri appesi alle pareti del “salotto” scenico e la torre del San Giovanni visibile da una finestra - sono stati realizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle arti di Catanzaro. Ma la regia, la Fondazione Politeama che ha organizzato la rappresentazione, l’ha voluta affidare ad un altro grande del teatro che Catanzaro può vantare. Pino Michienzi. Ecco allora che il sentito ricordo di Nino Gemelli si è trasformato in un omaggio allo stesso teatro. Vero momento in cui la “zampata” di Michienzi si è resa evidente – del resto le commedie di Gemelli, basate su una solida scrittura, non permettono grandi uscite dai binari tracciati dal suo autore – è stata l’apertura: un’introduzione alla magia del racconto, intrecciato con il ricordo, che incanta i bambini ma che emoziona pure i grandi. Al regista non resta che prendere per mano gli attori sul palco, così come il pubblico in sala, e accompagnarli dentro la storia che sta per avere inizio.
La commedia parte dalla pazienza, dal mitico “contare fino a dieci” prima di parlare, quando si è nervosi, in modo da analizzare con un relativo distacco gli eventi. Così la bugia di un figlio che, fuori sede per l’università, di nascosto sospende gli studi, apre una piccola fabbrica, e si sposa, diventa pure accettabile, una volta superato il dramma della scoperta. Basta riflettere un poco e ridimensionare l’accaduto, riponendolo entro i giusti confini.
Divertenti, sempre come del resto, gli scambi di battute con malcelate accuse e rimproveri tra i nuclei familiari, azzeccati i riferimenti al Ponte sullo Stretto e alla difficoltà delle relazioni – “Se un figlio lo stringi troppo, seppure per affetto, rischi di soffocarlo”-; tutto è convogliato verso la riuscita dell’evento. L’esperimento ha funzionato, speriamo non finisca qui.

Rosa Elia, Roberto Malta, Pino Michienzi e Anna Maria De Luca

Rosa Elia, Roberto Malta, Pino Michienzi e Anna Maria De Luca


DOMENICO IOZZO – IL DOMANI – 8 giugno 2008
“AL POLITEAMA, SU INIZIATIVA DELLA FONDAZIONE POLITEAMA, UN OMAGGIO ALLESTITO DALL’ATTORE-REGISTA MICHIENZI. IN SCENA L’ANIMA DI NINO GEMELLI”
“Una due giorni per una delle opere più famose e apprezzate”.
In prima fila forse c’era posto anche per l’anima di un uomo dai grandi occhiali e dal sorriso sornione che mai prima aveva goduto di un palcoscenico nobile quanto la sua arte. Perché Nino Gemelli in 30 anni di lavoro, ha saputo raccontare come pochi altri la memoria della sua città e del suo popolo attraverso la forma della commedia con cui ha tratteggiato piccoli sprazzi di vita quotidiana, suoni e colori della tradizione senza mai disperdere il gusto per il teatro più “alto”. […]
Scomparso lo scorso mese di dicembre, Gemelli è stato ricordato dalla sua città al Teatro Politeama che ha visto mettere in scena una delle sue opere più famose e apprezzate, “Setta, ottu, nova e dècia” riadattata per l’occasione da un altro maestro della catanzaresità, Pino Michienzi. La storia di Filippo, vecchio e simpatico dispensatore di battute irresistibili nonché di perle di saggezza, è tornata a vivere sul palco con tutta la sua colorata vis comica che ha fatto della commedia una delle produzioni più amate dal pubblico anche perché più vicina ai gusti del popolo e più immediatamente accessibile. […] E Michienzi è da sempre a suo agio quando si tratta di far rivivere la cultura popolare nella sua dimensione più poetica.

EDVIGE VITALIANO - IL QUOTIDIANO – 8 giugno 2008
“POLITEAMA STRAPIENO PER LO SPETTACOLO CON MICHIENZI.
LA CITTA’ RISCOPRE GEMELLI” - “Due sold out per l’omaggio al commediografo”
Gruppo di famiglia in un interno. Il trionfo della catanzaresità con tutto ciò che di buono porta con sé. Un condensato di generosità, vitalità, ironia agrodolce, saggezza popolare. A Nino Gemelli, scomparso da poco, il teatro Politeama ha reso omaggio con una due giorni dedicata all’allestimento di una delle sue più applaudite commedie: “Setta, ottu, nova e dècia”, adattata e messa in scena da Pino Michienzi. E la città non ha dimenticato Gemelli, anzi. Politeama traboccante e plaudente per la messa in scena, due sold out consecutivi e l’abbraccio calorosissimo al commediografo catanzarese e a colui che sul palcoscenico gli ha tributato un felicissimo omaggio, Pino Michienzi, artefice di un recupero dell’opera di Nino Gemelli.
Michienzi nel doppio ruolo di protagonista e regista coglie appieno lo spirito della scrittura di Gemelli, affiancato sul palco da un cast affiatato. Una comunità quella catanzarese che venerdì sera ha mostrato quanto siano importanti i punti di riferimento culturali e antropologici omaggiando Gemelli e plaudendo Michienzi e il suo cast.

NICOLETTA FABIO – CALABRIA ORA – 8 giugno 2008
“APPLAUSI E RISATE IN SALA PER LA COMMEDIA DIRETTA DA MICHIENZI”
“Gemelli chiude i Teatri di Maggio”
Un Politeama traboccante di spettatori ha accolto “Setta ottu nova e dècia”, brillante commedia del grande Nino Gemelli interpretata e diretta da Pino Michienzi, che chiude la rassegna dei Teatri di Maggio.
Sulle note di un violino, la rappresentazione si è aperta con un profondo prologo, non previsto nell’opera di Gemelli, in cui Michienzi e i suoi giovani attori hanno reso omaggio al grande commediografo con una carrellata dei suoi personaggi, figure comuni che popolano la nostra realtà ma, al tempo stesso, uniche e dense di significati. Il violino tace e la commedia ha inizio. Al centro della storia, il difficile rapporto tra genitori e figli e le meschinità che possono arrivare a comprometterlo. Filippo, abilmente interpretato da Pino Michienzi, ospita per qualche giorno suo fratello Ubaldo e la moglie, che attendono l’arrivo del proprio figlio Ettorino. Ubaldo tesse lodi smisurate di suo figlio, imbastendo discorsi visionari sul suo brillante futuro di ingegnere informatico. Ma l’arrivo del ragazzo e le rivelazioni che porta con sé fanno sì che questi sogni sfumino dolorosamente. Il giovane che ha lasciato gli studi per avviare un’attività in proprio, è tornato a casa con la ragazza che ha appena sposato, Giuliana, fin da subito malvista dai suoi genitori: al paese tutti aspettano il ritorno del giovane “ingegnere”, compresi il farmacista e le sue figlie… Così Filippo contando fino a dieci per mantenere la calma, tenta di rimettere insieme i pezzi di questo quadretto familiare apparentemente perfetto che, per mancanza di dialogo e fiducia, è andato in frantumi al primo vero confronto tra le aspettative dei genitori e le aspirazioni del figlio, per troppo tempo dissimulate.
L’opera, utilizzando ironia e leggerezza, mette sapientemente a nudo la meschinità di una mentalità abituata a considerare soltanto le apparenze e l’estrema piccolezza dei suoi orizzonti, incapaci di allargarsi e comprendere qualcos’altro, al di là dei propri desideri e delle proprie aspettative. Attraverso la comicità e la straordinaria portata comunicativa del dialetto, in grado di parlare alle persone semplici così come agli intellettuali, le opere di Gemelli sorprendono per l’eccezionale capacità di suscitare profonde riflessioni, tracciando deglia autentici spaccati sociali e palesandone le storture e le positività.
Fragorose le risa divertite del pubblico e interminabili gli applausi finali, destinati non solo a Michienzi e ai suoi bravi attori, ma anche a Gemelli e alla sua famiglia, con la certezza che il grande scrittore catanzarese non costituisce soltanto una parte importante del nostro bagaglio culturale, ma rimarrà nella memoria e nel cuore di un’intera città.

FRANCO CIMINO - IL DOMANI – 8 giugno 2008
“Due grandi catanzaresi a spasso per la città”

FRANCO CIMINO – CALABRIA ORA – 9 giugno 2008
“GEMELLI E MICHIENZI, DUE GRANDI CATANZARESI”
“Quantu ci ‘nda càpanu a lu Politeama?” direbbe Nino Gemelli. 800-850 spettatori? Molti di più ve ne sono entrati ieri, alla prima di “Setta, ottu, nova e dècia”. “Una folla” direbbe Eduardo. E folla, trabocchevole, è stata. Non spettatori, per quanto attenti e divertiti. Ma gente vera, compatta, rappresentativa del popolo di Gemelli. Che è il popolo di Catanzaro, la sua città tanto amata. Quello che l’ha sempre seguito, quando “carbonaro” lo cercava nel piccolissimo teatro-laboratorio di viale De Filippis. Lì dentro, al massimo 50 persone.
Che poi diventavano, con le numerose repliche serali, davvero mille. Esattamente quanti eravamo ieri sera, seduti stretti stretti prima del solenne alzarsi tutti in piedi per il lunghissimo applauso alla fatica teatrale, sudata per meno di due ore, sul levigato e brillante legno del palcoscenico del teatro. In quella folla c’erano tutti. Donne e uomini anziani, famiglie intere con al seguito bambini piccoli, giovani e donne. In jeans e look leggero e disinvolto, o in abito elegante da prima della stagione. Studenti, operai, casalinghe, professionisti. Intellettuali e non.
E tanti giornalisti con politici non di una sola parte. Perché Gemelli, come i poeti e i pittori, i musicisti e gli scultori, appartiene a tutti. Lui è sempre stato della Città, che conosceva nel profondo della sua semplice umanità e del suo complesso vivere.
“ ’A vita è difficila”, dice Filippo il protagonista che, abituato a contare fino a dieci prima di parlare, aveva il tempo di meditare e di capire gli altri, nei quali si trova sempre una ragione. Che va capita e accolta anche quando contrasta con il comune vecchio modo di pensare. Soprattutto se quella ragione è dei nostri figli. Che vogliono camminare da soli non per liberarsi dai propri genitori, ma per dar forza e vita ai loro insegnamenti. E alla capacità propria, insita in ogni catanzarese, di creare cose nuove e ricche. Anche di passione. E di profonda radice identitaria, che ti lascia nel luogo natio pur se voli per altre città e continenti. “I figli se li stringi troppo forte tra le tue braccia li soffochi”. E amarli non significa possederli. Sono alcuni temi della pedagogia, oserei dire della filosofia di Nino Gemelli.
Che è poi la filosofia del catanzarese, intesa in tutto il suo concepire la vita e l’umanità che la comprende. Si faccia attenzione: dopo aver riso a crepapelle sulle scene, i dialoghi e le mimiche dei protagonisti del teatro ninogemelliano (perché tutto d’un fiato lo si respira il nostro maestro) non c’è uno di noi che non si sia sentito per un attimo un po’ Filippo, e un po’ il fratello, la cognata o la moglie, il figlio, la fidanzata. In fondo nei vari passaggi della nostra vita e dei ruoli che abbiamo via via rivestito siamo stati tutti come Nino ci ha rappresentato. E non siamo per nulla brutti. Tutt’altro! Uomini saggi e fieri e pieni d’amore.
Tutto questo ieri abbiamo potuto assaporare e incamerare per merito di un altro grande catanzarese. Un artista di raro talento e di ineguagliabile personalità artistica: Pino Michienzi. La sua profonda cultura, la sua maestria tecnica, la sua catanzaresità che si impone con il dialetto stretto anche sulla dizione perfetta, hanno consentito che l’incontro di Gemelli con la sua città fosse stupendo. Indimenticabile.
Michienzi e il grande maestro, due personalità profondamente diverse, trasfusi insieme nella lezione su Catanzaro. Lezione di vita e di pensiero. E di orgoglio di appartenenza. Ma Michienzi, il catanzarese, l’artista nazionale, ha la capacità di moltiplicarsi e di moltiplicare le sue energie. Si fa in quattro e in cinque e in sei, con il bravissimo figlio Luca e i suoi compagni di scena, allievi suoi, tutti e meritevoli.
E si fa in due. Anzi, in uno. In un’unica personalità artistica con Anna Maria De Luca, che anche ieri ha dato prova della sua preparazione tecnica e della sua straordinaria personalità scenica. Il fatto che questa grande signora del teatro, bellissima e regale nella sua bravura ed eleganza, sia anche la moglie, cara e amorevole, aggiunge un valore in più all’arte e al valore di Pino Michienzi. E alla sua catanzaresità.

STEFANIA PAPALEO - L’OPINIONE - giugno 2008
Il grande talento di Pino Michienzi ricorda ai catanzaresi Nino Gemelli successo della commedia "Setta, ottu, nova e decia"
Due spettacoli con un entusiasmante pienone al "Politeama". Se il commediografo Nino Gemelli avrà avuto modo di assistere, da lassù, alle rappresentazioni della sua commedia, una delle più impegnate, "Setta,otto,nova e dècia" si sarà divertito. Non poteva esservi modo migliore per ricordarlo alla sua città, ai suoi fans. Scelta indovinata della Fondazione "Politeama" per dare tono all'evento.
Un Pino Michienzi ed una Anna Maria De Luca in grande spolvero sono stati i protagonisti della performance teatrale che ha fatto sicuramente ridere, ma anche riflettere perchè la tematica che il commediografo dialettale Nino Gemelli ha inserito nel suo lavoro era attuale all'epoca della composizione ed è più che mi attualissima oggi. E' piaciuta ai giovani, ha fatto sorridere gli over 50.
Insomma ha accontentato tutti. Pino Michienzi ha tenuto da par suo il palcoscenico dando al personaggio i giusti ritmi che nella sua immensa creatività Nino Gemelli sapeva dare muovendosi sulla scena e dominandola. Una dimostrazione, questa due giorni, che il teatro dialettale catanzarese può dare emozioni agli spettatori oltre i limiti della comicità e del folklore recitativo.
Pino Michienzi e Anna Maria De Luca (che hanno sulle spalle esperienza teatrale di non poco conto recitare nel dialetto che pure appartiene loro per essere catanzaresi) hanno duettato con mestiere e teatralità ma non hanno tradito la profondità mimica e vocale che Nino Gemelli metteva sempre nei suoi lavori. Accanto ai due attori professionisti hanno cotribuito al successo i giovani talenti catanzaresi che hanno avuto la fortuna di realizzare un percorso di scuola teatrale con il grande Nino.

FRANCO CIMINO - IL QUOTIDIANO – 17 giugno 2008
“PERCHE’ NON FARE IL BIS CON GEMELLI?”

CALABRIA ORA – FRANCO CIMINO – 18 giugno 2008
“SI RIPROPONGA IN AUTUNNO L’OMAGGIO A NINO GEMELLI”

USCATANZARO.NET - POSTATO DA FRANCESCO VALLONE 18 giugno 2008
“LA FAMIGLIA GEMELLI RINGRAZIA FONDAZIONE POLITEAMA E PINO MICHIENZI”
“LA FAMIGLIA GEMELLI SCRIVE AL SINDACO E RINGRAZIA LA FONDAZIONE POLITEAMA E PINO MICHIENZI PER IL TRIBUTO AL COMMEDIOGRAFO”
I familiari di Nino Gemelli, il commediografo catanzarese recentemente scomparso, hanno fatto pervenire al sindaco Rosario Olivo una nota di ringraziamento per l’allestimento da parte della Fondazione Politeama della commedia “Setta, ottu, nova e decia”.
Ecco il testo della nota.
Catanzaro ha reso un ulteriore tributo alla memoria di Nino Gemelli. Genuina la forma, ma estremamente ricca la sostanza, veramente inaspettate le dimensioni. Il tutto esaurito al teatro Politeama, i numerosi interventi sugli organi di stampa e televisivi e l’appassionato impegno profuso sia a livello istituzionale che artistico hanno reso grande l’iniziativa e consegnato alla memoria della comunità un ricordo ormai indelebile.
Le parole non possono rendere giustizia ai sentimenti ed alle emozioni che hanno pervaso l’intera famiglia, che esprime profonda gratitudine al sindaco della Città,Onorevole Rosario Olivo, persona di grande sensibilità umana, di indiscussa statura culturale e attento conoscitore ed estimatore delle tradizioni culturali e popolari, che ha fortemente voluto questo contributo alla memoria, affidandone la realizzazione alla Fondazione Politeama, al Direttore, avv. Marcello Furriolo, le cui qualità sono note nel contesto cittadino, e all'apprezzato sovrintendente Mario Foglietti, che hanno profuso un impegno straordinario a supporto della complessa macchina organizzativa posta in essere per la concretizzazione dell’iniziativa.
E che dire della passione con la quale Pino Michienzi ha accettato, approcciato e portato a termine il gravoso compito di rappresentare scenicamente una delle opere migliori di Nino e, soprattutto, della tempesta di emozioni che l’intera compagnia (Anna Maria e i ragazzi di Nino) hanno saputo suscitare all'unisono in tutti i presenti.
Un adattamento ed una interpretazione palesemente sostenuti da un certosino ed attento lavoro di preparazione che ne potesse garantire una impronta di originalità.
Un affettuoso tributo a Nino ed un abbraccio alla sua famiglia cui hanno fatto da sottofondo le illuminate e garbate esternazioni di Franco Cimino. Il suo contributo ha arricchito di significato culturale la manifestazione, allontanandosi volutamente dalla realtà scenica della rappresentazione teatrale ed avviando ulteriori riflessioni sul contenuto e sul senso ultimo dei testi, oltre che sul significato che il teatro popolare può assumere nella vita culturale di una comunità.
Nino come Eduardo e Catanzaro apparentata a Napoli, due realtà non troppo lontane geograficamente ma vicine culturalmente. Nino presentato come uno dei figli migliori di questa città ed il suo valore riconosciuto su larga scala in maniera postuma. Non è troppo tardi, non lo è mai, e il tempo non assume valore a fronte della piena presa di coscienza degli intimi valori di una comunità e di coloro i quali se ne sono fatti interpreti sul piano letterario ed artistico.
Siamo consapevoli che il ricordo di Nino ormai non appartiene in esclusiva alla famiglia ed a quanti lo hanno amato ed hanno avuto modo di apprezzarne le qualità, ma appartiene a tutta la comunità catanzarese, fino a divenire testimonianza degli intimi valori culturali che la stessa ha saputo storicamente, e tuttora, esprimere. Un grazie di cuore pertanto al Signor Sindaco, al Consiglio Comunale, alla Fondazione Politeama e agli artisti. Un grazie ai molti catanzaresi che si sono ritrovati nelle due serate: con il loro calore hanno omaggiato Nino e hanno contribuito a rafforzare il senso della nostra comunità.
Grazie Catanzaro
La moglie, le sorelle e i fratelli di Nino Gemelli - Catanzaro, 18 giugno 2008

IL DOMANI -19 giugno 2008
“IL RICORDO INDELEBILE DI NINO GEMELLI CONSEGNATO ALLA MEMORIA DELLA CITTA’"

CALABRIA ORA – 19 giugno 2008
NINO GEMELLI – I FAMILIARI RINGRAZIANO PER L’AFFETTO DELLA CITTA’
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