Lorenzo Calogero - La meravigliosa uccelliera

Lorenzo Calogero, poeta straordinario e particolarissimo, che soltanto dopo la morte l'Italia del miracolo economico scoprì essere una delle più grandi voci del secolo.
Un poeta che va letto o ascoltato con attenzione, con molta rigorosa concentrazione, per essere pienamente compreso e apprezzato.
Autore discolo, introverso, enigmatico, intimista e, per usare un termine comunemente sfruttato, ermetico. La sua poesia non ha clamori vocali: è silenziosa, penetrante, se vogliamo anche malinconica. Quella malinconia che gli fu compagna di vita. Una vita non facile, con la testa sempre dolente, con le patofobie assillanti, ma certo con una fantasia che travalica la logica, la razionalità, per andare oltre, traghettare il pensiero al di là di quei confini pressoché realistici che l'uomo ha stabilito come confini probabili.
Calogero li sconfina con tutto il suo corpo e la sua anima e si avvia in un deserto infinito, dai contorni improbabili, popolato di fantasmi: sconfina nel sogno onirico inteso come soltanto a lui fu dato intendere, nel segno di un naturale trasporto e con una levità trasognata, vellutata, impalpabile che la morte trasferisce a coloro che sono toccati da un dono quasi divino. Adattamento, elaborazione e regia di Pino Michienzi.

Ecco i giudizi di critici illustri e grandi poeti
Ruggero JacobbiNon si tratta di un poeta interessante,
ma di un poeta eccezionale.
Ferdinando Virdia

Un poeta che senza dubbio rimarrà
come una delle più alte espression
 della poesia italiana e forse mondiale.

Giancarlo Vigorelli Un poeta orfico che ha altezze
degne di Novalis, di Rilke; da noi non
vedo esempi analoghi.
Giorgio Caproni La sua poesia, un vero tesoro rimasto
finora sommerso. (...) non lascia dubbi
sull'autenticità e nobiltà del suo
messaggio, che è quello di una
disperazione ormai così alta, e calma,
da non conservare più traccia di
romantico dolore o di esistenziale
sgomento o tremore. (...)
Il conto con Calogero è stato aperto e
rimane aperto.
Eugenio Montale

Calogero fu dotato di un reale
temperamento poetico.

Mario Luzi Le poesie di Calogero sono un episodio
notevolissimo della nostra storia.
Giuseppe Ungaretti

Lorenzo Calogero, con la sua poesia,
ci ha diminuiti tutti.

LA CRITICA ALLO SPETTACOLO

LORELLA COMMODARO - IL QUOTIDIANO - 27 novembre 2003
"ARDIS, PARTITO IL CARTELLONE. LO START AFFIDATO A MICHIENZI"
Un incontro di presentazione ha preceduto lo spettacolo.
[...] Il programma si snoda in più e più momenti, che comunque danno spazio ai volti culturali calabresi, da Corrado Alvaro a Mario La Cava, da Franco Costabile a Lorenzo Calogero. Ieri sera intanto prima dell’allestimento dedicato a Corrado Alvaro del Teatro del Carro con Pino Michienzi nella doppia veste di attore e regista si è avuto un significativo momento introduttivo [...]

IL QUOTIDIANO - 18 gennaio 2004
"RISCOPRENDO LA CAVA E CALOGERO - DI SCENA MICHIENZI E DE LUCA"
"All’Oratorio del Carmine due serate dedicate ai due autori calabresi"

CARMEN LOIACONO - IL DOMANI - 24 gennaio 2004
"UNA VOCE AI POETI CALABRESI"
"La raffinatezza di Mario La Cava e la malinconia di Lorenzo Calogero"
Prosegue la "missione" della Compagnia Teatro del Carro, "capitanata" da Pino Michienzi e Anna Maria De Luca, che vuole ricordare attraverso dei recital appositamente scritti, i grandi autori della Letteratura calabrese. Tra ottobre e novembre li avevamo già visti alle prese con Corrado Alvaro, Leonida Rèpaci e Franco Costabile. [...]
- La Cava è uno scrittore raffinato e ci lascia un interessante patrimonio letterario con pubblicazioni nella più colta editoria italiana - ha spiegato a tal proposito Michienzi - Di lui diremo, fra l’altro, le meravigliose pagine in cui, da inviato speciale a Gerusalemme, descrive il Processo ad Eichmann. Calogero, è poeta straordinario e particolarissimo, che l'Italia del miracolo economico soltanto dopo la sua morte, ha scoperto essere una delle più grandi voci del secolo. Poeti che vanno ascoltati con rigorosa attenzione per essere pienamente compresi e apprezzati. Soprattutto Calogero, poeta discolo, introverso, intimista e, per usare un termine comunemente sfruttato, ermetico. La sua poesia non ha clamori vocali: è silenziosa, penetrante, se vogliamo malinconica. Quella malinconia che lo portò alla morte nel 1961". Il tutto, anche questa volta sotto forma di recital che, a detta di Michienzi - "E’ la forma più congeniale poiché consente di raccogliere di questi autori i saggi più eloquenti. Pensiamo che questa forma di spettacolo, non deve essere solo un susseguirsi di poesia o di prosa magari sottolineata con l’ormai consunto "sottofondo musicale", o "musica d’accompagnamento". Noi non partiamo dalla loro poesia, ma dalla loro identità di uomini, con le sofferenze, i disagi, le gioie, le riflessioni umane e politiche e quant’altro possa essere utile a rappresentare la loro personalità, il loro essere scrittori o poeti".
Ad accompagnare Michienzi, oltre ad Anna Maria De Luca, ci saranno Luca Maria Michienzi, Amalia Lostumbo e Alfredo Paonessa. [...] Una vera e propria passione quella di Michienzi e De Luca: "Sentiamo la Calabria attraverso la voce di pensatori che l’hanno conosciuta bene e descritta con gioia e dolore, stabilendo un rapporto vero con le proprie radici - spiega Michienzi - Sono costoro che possono guidarci a capire l’humus della propria terra che è fertilità e ricchezza del sentimento, perché più di tanti altri essi sono votati a farci riflettere su fatti e uomini che noi, forse anche per distrazione, non siamo in grado di mettere a fuoco. Sono questi illuminati la vera guida per conoscere noi stessi nella cultura della radice, sono loro con le loro riflessioni che ci indicano strade che a volte noi crediamo impercorribili. Ci indicano una luce diversa che ha la luna a Calalunga o il linguaggio delle nevi nei silenzi aspromontani. Sono essi che ci raccontano, come una favola, crudele o generosa, la storia politica e sociale della Calabria".

p.c. - GAZZETTA DEL SUD - 27 gennaio 2004
"RECITAL SUGLI AUTORI DEL ‘900"
"La Compagnia del Carro all’oratorio del Carmine"

IL DOMANI - 28 gennaio 2004
"VOCE A LA CAVA E CALOGERO"

ANGELA LA GAMMA - IL QUOTIDIANO - 30 gennaio 2004
"OMAGGIO ALLO SCRITTORE MARIO LA CAVA"
"La Compagnia del Carro diretta da Michienzi ha messo in scena all’Oratorio del Carmine "Parole come armi"

c.l. - IL DOMANI - 3 febbraio 2004
"I SUONI E LE IMMAGINI DEI POETI CALABRESI"
"La Compagnia Teatro del Carro prosegue nell’impegno alla riscoperta dei grandi autori della nostra terra"

GAZZETTA DEL SUD - 12 marzo 2004
"DUE RECITAL IN ONORE DI MARIO LA CAVA E LORENZO CALOGERO"

IL QUOTIDIANO - 12 marzo 2004
"SERATA DEDICATA A LORENZO CALOGERO"
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