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Elio Germano in COSÌ È (O MI PARE) | mercoledì 30 marzo | ore 18.30 e ore 21:00 | Teatro Comunale Badolato

Mercoledì 30 marzo alle ore 18.30 e alle ore 21.00, al Teatro Comunale di Badolato,

Fondazione Teatro della Toscana, Infinito Produzioni Teatrali, Gold Productions, Argot Produzioni

presentano

COSÌ È (O MI PARE)

Una riscrittura per realtà virtuale 3D di “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello

adattamento e regia Elio Germano

BIGLIETTI

intero € 8,00 | under30/over65 € 6,00 | under 19 € 3,00

MASSIMO 60 spettatori per singolo turno

Prenotazione telefonica al 348.31.25.747 o al 340.82.02.119

oppure e-mail a prenotazionicarro@gmail.com

prevendite online su https://www.diyticket.it/events/Teatro/7337/cosi-e-o-mi-pare

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CREDITI

direttore della fotografia Matteo Cocco; sound design Gabry Fasano; costumi Andrea Cavalletto; scenografia Federica Francolini; sound supervisor Luca Fortino; vr supervisor e final design Omar Rashid; segretaria di edizione Carolina Marconi; operatore camera e post produzione Sasan Bahadorinejad; effetti speciali e post-produzione Cosimo Lombardelli; color correction Nazzareno Neri; microfonista Andrea Bruni; puppet Eugenio Casini; prodotto da Pisani, Mancini, Rashid, Fortino, Germano.

Le riprese si sono svolte presso la Tenuta Bossi dei Marchesi Gondi e il Teatro della Pergola di Firenze

DESCRIZIONE

Per il Teatro della Toscana le nuove tecnologie si configurano come campi di ricerca per affrontare i classici da un punto di vista differente. La grande opportunità è quella di creare progetti specifici fruibili in maniera non sostitutiva al teatro. Ovvero, creazioni che nascono dal teatro e che al teatro ritornano. La sfida è sui contenuti e sui modi per realizzarli, come avviene in Così è (o mi pare).

Così è (o mi pare) è una riscrittura per realtà virtuale di Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello, adattato e diretto da Elio Germano, anche interprete di Lamberto Laudisi. È un progetto presentato da Fondazione Teatro della Toscana, Infinito Produzioni Teatrali, Gold Productions.

Le riprese si sono svolte presso la Tenuta Bossi dei Marchesi Gondi e il Teatro della Pergola di Firenze, che con il suo Direttore artistico Stefano Accorsi ha fortemente voluto questo progetto, che segna proprio l’inizio di un cammino ideativo comune con Elio Germano.

In un salotto dell’alta borghesia si sviluppa Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello che mette in discussione l’idea di “verità assoluta”: un intero paesino viene turbato dall’arrivo del signor Ponza e della signora Frola, un genero e sua suocera che sembrano raccontare versioni diverse di una stessa storia con “protagonista” la moglie e figlia, la signora Ponza. I cittadini non sanno più a chi e a che cosa credere, ma non possono smettere di indagare alla ricerca di una verità che, forse, non esiste.

Così è (o mi pare) cala il testo pirandelliano nella società moderna, dove “spiare” l’altro risulta ancora più semplice grazie all’uso dei nuovi media. Lo spettacolo è stato infatti pensato per essere realizzato in realtà virtuale, un nuovo strumento tecnologico, tra cinema e teatro, in grado di porre lo spettatore al centro della scena. Tramite cuffie e visori il pubblico si trova a essere non più a teatro, ma all’interno del lussuoso appartamento dove si svolge la storia, più precisamente all’interno del corpo di uno dei personaggi, che vede e ascolta tutto: il Commendator Laudisi, anziano padre di Lamberto, su una sedia a rotelle, invenzione non presente nel copione originale. Si apre così la possibilità di un’esperienza unica nel suo genere, utile alla finalità del racconto e alla riflessione sul tema pirandelliano di cosa sia reale e cosa sia vero.

La prospettiva è duplice: individuale e collettiva. Attraverso la visione simultanea, lo spettatore si trova immerso nella stessa vicenda a cui assistono gli altri, ma può scegliere lui dove e cosa guardare. Contemporaneamente, nello stesso spazio, altre persone fanno la sua medesima esperienza tanto che al termine è possibile confrontarsi rispetto a quanto visto e sperimentato. Esattamente come a margine di uno spettacolo teatrale o di un film.

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