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SPAc Festival – Giornata Nazionale dell’Attore

SPAc Festival – Giornata Nazionale dell’Attore

Pino Michienzi

pino michienziPino Michienzi nasce a Catanzaro a fine dicembre 1952.

Ma come spesso avveniva in quegli anni, per questioni di appartenenza alle classi di leva militare, viene registrato all’anagrafe i primi di gennaio del 1953, così da ritardare di un anno l’adempimento al servizio di leva obbligatorio.

Scolasticamente si forma a Catanzaro iniziando le scuole con il padre Bruno, maestro elementare del convitto “Pasquale Galluppi”. Proprio il padre lo rende sensibile al mondo dell’arte, facendogli girare la Calabria per assistere alle opere liriche che venivano rappresentate nei vari teatri di Catanzaro, Cosenza e Reggio.

Ancora adolescente, all’età di 16 anni, subisce la perdita prematura di entrambi i genitori.

Continua gli studi, e inizia l’università di Economia e Commercio a Messina. Lì, organizza il gruppo teatrale universitario e si dedica alla messa in scena di alcuni lavori teatrali.

Tornato a Catanzaro, per un posto da impiegato regionale, continua a far parte di un gruppo di giovani che, come lui, hanno la passione del teatro. Tra questi c’è Anna Maria De Luca, che diventerà la sua compagna di vita e di palcoscenico. Insieme frequentano dal 1973 al ‘75 un’Accademia d’Arte Drammatica nata in quegli anni nel capoluogo dove insegnano maestri di dizione e recitazione che provengono da scuole e accademie diffuse sul territorio nazionale.

Ma il talento di Pino è troppo grande perché si possa limitare agli schemi accademici di quel teatro. Dopo una serie di esperienze televisive per la Rai, una delle quali lo vede protagonista nel ruolo di Attilio Bandiera, conosce il maestro Renzo Giovampietro, uno dei più grandi attori della scena teatrale italiana del novecento.

È la svolta professionale di Pino, che si avvia così verso una brillante e poliedrica carriera che lo vedrà lavorare nel cast di illustri registi del grande teatro italiano, abbandonando il lavoro regionale, e dedicandosi esclusivamente alla professione di attore.

Gira tutti i più grandi teatri italiani sotto la felice direzione di Giovampietro che gli assegnerà tutti i ruoli da comprimario nei diversi lavori che mette in scena, tra cui “Processo per magia”, “Saul”, e “Processo a Socrate”.

Nel 1986, lavora con Enrico Maria Salerno in “Otello” sotto la direzione di Giancarlo Sbragia. Salerno lo vuole anche come uno dei protagonisti della fiction televisiva “Disperatamente Giulia”. La carriera di Pino è in ascesa.

Con il suo acume e la sua infinita passione per il mestiere dell’attore e per un teatro genuino e autentico, Pino fonda a Catanzaro nel 1986, con Anna Maria De Luca la Compagnia Teatro del Carro, con il principale obiettivo di condurre uno studio approfondito e meticoloso alla riscoperta di autori calabresi, spesso screditati, se non del tutto sconosciuti, per valorizzarli e renderli noti ai più, attraverso la rappresentazione o la riduzione teatrale dei loro componimenti in prosa o poetici, con lo scopo di promuovere attraverso il teatro la Calabria e la sua millenaria cultura e, non da ultimo, rivalutare e innalzare la lingua calabrese come momento di cultura, tradizione e poesia.

Contemporaneamente e parallelamente continua l’esperienza teatrale con i più grandi attori e registi di livello nazionale ed europeo, tra cui: Mario Missiroli e Gastone Moschin (Il Gabbiano), Renzo Montagnani (Pigmalione, Sarto per Signora), Giancarlo Sbragia (Otello, Il potere e la gloria), Enrico Maria Salerno (Otello, Il pensiero), Glauco Mauri (Edipo re ed Edipo a Colono, La tempesta, Il rinoceronte, Enrico IV), Maurizio Scaparro (Enrico IV), Luca Ronconi (Venezia Salva). E ancora Antonio Calenda, Alessandro Preziosi, Michele Placido (Coefore, Agamennone, Otello), Roman Polanski e Luca Barbareschi (Amadeus); Mariano Rigillo (Norma).

Altrettanto nutrito è l’elenco delle partecipazioni a pellicole cinematografiche e fiction. Solo qualche titolo: “Un uomo perbene” regia Maurizio Zaccaro; “Disperatamente Giulia” regia Enrico Maria Salerno; e in televisione “Uomo contro Uomo”, “Il vigile”, “Un posto al sole”; “La squadra”, “Squadra antimafia”.

Negli ultimi anni, dagli anni duemila in poi, decide di mettere sempre più in secondo piano il teatro nazionale e punta a concentrare la sua attività prevalentemente a Catanzaro e in Calabria con la Compagnia Teatro del Carro.

Sono momenti di altissimo teatro le produzioni di “Malamura”, “Jesus. Il sussurro dell’angelo”, “Alvaro ’15-’45. Quasi una vita” (tratto dai diari di Corrado Alvaro), “Cicco… ai piedi dell’arcobaleno”, “Donnamore”, “Tempo di donna”, “Donna de’ Paradiso” e ultimo in ordine di tempo il maestoso allestimento “Crucifige”, ultimo suo spettacolo rappresentato al Teatro Politeama di Catanzaro nel marzo 2010.

Tantissimi gli autori calabresi trattati, tra questi, solo per citarne alcuni, Achille Curcio, Corrado Alvaro, Leònida Rèpaci, Franco Costabile, Emilio Argiroffi, Mario La Cava, Rodolfo Chirico, Lorenzo Calogero.

Formidabile Pino anche nel repertorio comico tra cui si ricordano i recenti “Setta, ottu, nova e decia”, l’omaggio che la Città di Catanzaro e il Teatro Politeama hanno dedicato a Nino Gemelli, “Tutto in un momento” e “Il Marchese del Grillo” al fianco di Pippo Franco e le produzioni della Compagnia Teatro del Carro “Mamma mia cchi stressu!”, “Cuntu e Cantu”, “A me le zucchine mi piacciono trafelate!” e “Questo lo discuteremo in separata… sedia”, “Egreggio mportuni”.

Catanzaru Chitarra Battenta: Omaggio alla città di Catanzaro” è, invece, uno spettacolo storico, che prende avvio dal meraviglioso brano di Luigi Settembrini sulla città, snodando le testimonianze di notissimi autori dialettali e non, tra cui il capolavoro di Giovanni Sinatora “Catanzaru ‘e 50 anni arretu”.

Altro omaggio, a tinte forti, alla città di Catanzaro è lo spettacolo rappresentato in Villa Margherita, già Villa Trieste, “Storia d’amore tra Rachele De Nobili e Saverio Marincola” conclusasi con la morte tragica del giovane Marincola, assassinato dai fratelli di Rachele.

Infine, da non dimenticare è l’amore di Pino per le giovani generazioni di studenti catanzaresi e cittadini, alle quali, per tutta l’intera parte della sua età adulta, ha voluto trasmettere quell’amore e quei saperi propri del teatro che aveva elaborato da vero “artigiano”, per far sì che questi giovani potessero diventare adulti più consapevoli dell’umanità com’era, com’è e come sarebbe stata. Conoscitori dell’umanità attraverso il teatro, che per lui era la vita, appunto.

Il 6 febbraio 2011, a seguito di un improvviso malore, ha lasciato la sua corporeità terrena ed è diventato puro spirito, uscendo di scena, per l’ultima volta, come lui sapeva fare, lasciandoci tutti basiti e attoniti, consolati soltanto dalla fortuna di averlo conosciuto e avere fatto vibrare la nostra anima attraverso la sua meravigliosa voce.

Quella voce fatta di consolatori incanti, sorprendenti toni, cangianti colori, armoniose dissonanze, stupefacenti contrappunti, che, come il canto del cigno, riusciva ad affascinare tutti quanti si trovassero ad ascoltare i mille e più racconti intrecciati alla sua esistenza di artista, interessato più, per dirla come Alvaro, alla favola della vita che alla vita stessa. Dono questo che ha saputo modellare con minuzioso e incessante studio della parola scritta trasformandola poeticamente in parola viva.

Dono che ha voluto condividere e regalare a chiunque lo abbia incontrato nella platea di un teatro o nella quotidianità della vita privata.