SPAc Festival Preview: “Arlecchino” e il laboratorio “Voce e Maschera” con Zaches Teatro

il 16 maggio alle ore 19.15 vi invitiamo all’anteprima dello SPAc Festival – Badolato Summer Theatre, il nostro importante festival estivo inserito nelle attività del Centro di Residenza C.RE.A Calabria.

Per l’occasione ospiteremo, nell’unica data in Calabria, “Arlecchino” della Compagnia Zaches, uno degli spettacoli di maggiore successo del 2026: un intenso esempio di teatro contemporaneo che coniuga la tradizione della commedia dell’arte all’innovazione scenica.

Una giornata di teatro dedicata sia al pubblico adulto che desidera vivere la bellezza di una rappresentazione originale e innovativa, sia alle famiglie che vogliono far conoscere alle proprie bambine e ai propri bambini le maschere tradizionali della commedia dell’arte, in uno spettacolo magico e indimenticabile.

web 19 4749 ARLECCHINO ph©MasiarPasquali

ARLECCHINO
Compagnia Zaches Teatro
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📍 Teatro Comunale di Badolato (CZ)
🗓 Sabato 16 maggio 2026
🕢 Ore 19.15

GUARDA IL TRAILER

web 45 6171 ARLECCHINO ph©MasiarPasquali

In un teatro ormai dismesso e fatiscente irrompono tre Pulcinella, goffi personaggi in cerca del loro re: Arlecchino.

Convinti che insieme a lui possano ritrovare speranza, futuro e la forza di non soccombere all’oblio, i tre protagonisti attraversano una vicenda poetica e surreale, dove il teatro diventa specchio di un’umanità in rovina che continua a cercare il senso profondo della propria esistenza.

Tra ironia, maschere, pupazzi e immagini visionarie, “Arlecchino” è uno spettacolo che attraversa il linguaggio della tradizione per trasformarlo in un’esperienza scenica contemporanea, intensa e sorprendente.

⏱ Durata: 60 minuti

🎫 Biglietti
Intero € 4,00
Under 19 € 3,00
Adulto + bambina/o Under 13 € 5,00

🎟 Gradita la prenotazione

📞 Info e prenotazioni
0967.22.70.30
348 312 5747 (WhatsApp)

📧 prenotazionicarro@gmail.com

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🎓 LABORATORIO 🎓
VOCE E MASCHERA. Meccanica delle emozioni
con Enrica Zampetti / Compagnia Zaches
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Dal 14 al 16 maggio 2026, al Teatro del Grillo di Soverato (CZ), nell’ambito del progetto “Pratica. Scuola di formazione”, ideato e organizzato da Teatro del Carro in collaborazione con Spazio Scenico e Teatro del Grillo, si terrà il laboratorio specialistico:

“VOCE E MASCHERA. Meccanica delle emozioni”

Un percorso teorico-pratico dedicato all’esplorazione emotiva attraverso il lavoro sul corpo, sul respiro, sulla voce e sull’uso della maschera teatrale.

Il laboratorio nasce dall’idea che corpo e voce siano profondamente interconnessi e che la consapevolezza della propria presenza scenica passi attraverso l’ascolto autentico di sé.

In un’epoca in cui le emozioni vengono sempre più semplificate e affidate alla tecnologia, il lavoro teatrale diventa uno spazio necessario per recuperare un’espressività fisica e vocale profonda e consapevole.

👥 Il laboratorio è rivolto a:
attrici e attori, allieve/i di teatro, danzatrici e danzatori, registe/i, coreografe/i, performer, cantanti, musiciste/i, studenti di conservatori, accademie e università, artiste/i del figurativo e appassionate/i di teatro.

📍 Luogo
Teatro del Grillo di Soverato (CZ)
Contrada Cafone n. 9

🗓 Durata
14, 15 e 16 maggio 2026

🕘 Orari
Giovedì 14 | 17.30 – 21.30
Venerdì 15 | 17.30 – 21.30
Sabato 16 | 10.00 – 13.00

💳 Quota di iscrizione
€ 30,00

La partecipazione comprende un biglietto per lo spettacolo “Arlecchino” del 16 maggio.

👥 Numero massimo partecipanti: 15

📝 Iscrizioni
Compilando il form:
CLICCA QUI

📞 Informazioni
0967.22.70.30
348 31 25 747 (WhatsApp)

📧 prenotazionicarro@gmail.com

🌐 www.teatrodelcarro.it

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Con il sostegno di Regione Calabria / Cultura
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Che facciamo l’1 Maggio?

Venerdì 1 maggio, nel suggestivo scenario di Badolato Borgo (CZ), si terrà “Suoni e storie in cammino”, un evento dedicato alla valorizzazione delle tradizioni narrative e musicali del territorio.

Il programma si apre alle ore 15.45 presso Palazzo Gallelli con un incontro-laboratorio incentrato sul lavoro dei cantastorie e sugli strumenti musicali tradizionali, con particolare riferimento a pupi, papatuli e babbaredi.

Alle ore 17.00 seguirà una passeggiata artistico-culturale con partenza dal Belvedere di Piazza Castello, un percorso tra suoni e racconti legati al ciclo festivo dell’anno, guidato da Andrea Bressi con l’accompagnamento musicale di Francesco Denaro.

Per informazioni e prenotazioni è disponibile il contatto telefonico indicato in locandina.

Locandina Evento 1 Maggio

SPAc – South performing and acting 2025/2026

stagione ottobre dicembre 2025

Tutto pronto per la nuova stagione della rassegna SPAc (South Performing and Acting) ideata e realizzata dal Teatro del Carro, in collaborazione con il Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, nell’ambito delle attività di cui all’avviso di Residenze per Artisti nei Territori e Centri di Residenza emanato dal MiC / Ministero della Cultura e Regione Calabria / Cultura, con il patrocinio del Comune di Badolato.

Dopo la restituzione pubblica della residenza della danzatrice Maya Oliva che insieme al compositore Atte Elias Kantonen hanno presentato “Studi per un perpetuo sbocciare”, come anteprima di stagione, la programmazione ripartirà ufficialmente, dopo la pausa estiva, sabato 8 novembre alle ore 21:15 con “Quattro pezzi facili meno una”, una co-produzione di Teatro del Carro e Kollettivo Kontrora, con in scena Francesco Gallelli. La drammaturgia è di Giovan Battista Picerno e Francesco Aiello, che ne cura anche la regia. Il giorno successivo, 9 novembre, lo spettacolo replicherà anche al Teatro Gambaro di San Fili (Cs) alle ore 18:00, e il 21 dicembre a Cosenza al Teatro Silvio Vuozzo, all’Istituto comprensivo Spirito Santo, sempre alle ore 18:00.

La prima parte della programmazione di SPAc – la seconda è prevista a partire da gennaio – si sposterà quindi a Badolato Borgo dove, a Palazzo Gallelli, in collaborazione con la Proloco di Badolato, domenica 16 novembre ci saranno tre repliche – ore 11:30, 15:30 e 16:30 -, di “S’amuJamu. Due secoli di migrazione calabrese, una terra che si racconta”, esperienza immersiva itinerante in Silent System Audio a cura d Radici in viaggio e Italea.

Venerdì 21, si tornerà al Teatro Comunale, alle ore 21:15, approda la Compagnia Walden con “Fate i tuoni. Scatenate tempesta, seminate poesia” tratto dal libro di Michele D’Ignazio, storia ispirata a fatti realmente accaduti a Badolato nel 1997, nei giorni dello sbarco della nave Ararat. In scena Maria Antonia Fama e Marco Zordan, anche regista.

Sabato 29 novembre alle ore 21:15, sempre al Teatro Comunale, ci sarà la Compagnia Ultimi Fuochi Teatro che presenterà “Giuseppe”, ispirato alle opere di Giuseppe Bonaviri, con Orazio Condorelli e la regia di Alessandro Miele.

Per la Festa dell’Immacolata, lunedì 8 dicembre alle ore 18:30, a dare il via al periodo di festività natalizie, ci sarà il debutto di una nuova produzione di Teatro del Carro con musica dal vivo, “Chi profumò la luna. Meditazione sul Natale” con Anna Maria De Luca e Luca Michienzi. La regia è di Luca Michienzi. Lo spettacolo, che nasce da accurate elaborazioni in circa 20 anni di studio e raccolta di scritti sulla Natività, replicherà poi domenica 21 dicembre alle ore 19:00 al Convento dei Minimi di Roccella Jonica (Rc).

“Di tutti i colori”, ispirato a “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo, segna il turno di Scenari Visibili: lo spettacolo di e con Dario Natale andrà in scena sabato 20 dicembre alle ore 21:15.

A chiudere questa prima parte della programmazione 2025/2026 di SPAc ci sarà, infine, sabato 27 dicembre, a partire dalle ore 16:00, il terzo appuntamento di un ciclo di laboratori di scoperta e di conoscenza della propria natura spirituale attraverso lo spazio teatrale dal titolo “Costellazioni. Dallo Psicodramma alle Costellazioni” sempre condotto da Barbara Michienzi.

Biglietti

Intero – €10,00

Under 30/over 65 – €7,00

Scuole di teatro e danza – €5,00 | under 19 €3,00

Carnet di 3 spettacoli €24,00 | ridotto €18,00

Info e prenotazioni: 348 31 25 747 · 340 820 2119

prenotazionicarro@gmail.com · www.teatrodelcarro.it

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MigraMenti SPAc, sabato 3 e domenica 4 maggio la Compagnia Teatro del Carro torna al Palazzo Gallelli di Badolato (Cz) con “Passi sulla mia testa” di Fabio Butera

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Si avvia a conclusione la programmazione di SPAc (South Performing and Acting), la rassegna ideata e realizzata da Teatro del Carro in collaborazione con il Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, e sostenuta e finanziata da MiC / Ministero della Cultura, Regione Calabria / Cultura – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 6.02.02 e Comune di Badolato, nell’ambito delle attività della Residenza Artisti nei Territori MigraMenti.

Sabato 3 e domenica 4 maggio, alle ore 19:00, è infatti previsto lo spettacolo “Passi sulla mia testa” che andrà in scena nella suggestiva cornice di Palazzo Gallelli, a Badolato (Cz), grazie alla collaborazione con la Pro loco di Badolato Aps / Unpli Calabria che gestisce la struttura e che l’ha già messa a disposizione lo scorso novembre per la performance in cuffie silent – system “Racconti del terrore” di Settimo Cielo. Di Fabio Butera, diretto dallo stesso Butera insieme a Luca Michienzi, e prodotto dalla compagnia Teatro del Carro Pino Michienzi, “Passi sulla mia testa” ripercorrerà attraverso la voce del protagonista Francesco Gallelli, la storia di bruciante attualità di un gruppo di anarchici calabresi nella Chicago di inizio ‘900. Sulla scena, come in una sorta di “Giano bifronte”, si accavallano il tema della generazione che abbandona oggi la Calabria, con premesse simili a quelle dei protagonisti della storia, e il tema dei migranti che, arrivando sulle nostre coste, si scontrano con un clima simile a quello che trovarono all’arrivo in America i nostri nonni. All’inizio del XX Secolo, in migliaia erano i calabresi che emigravano: non era solamente una questione economica, in quanto ad andare via erano anche coloro che provenivano da famiglie agiate. Probabilmente la loro prospettiva di un’esistenza più fortunata era legata al miglioramento delle condizioni generali di vita, quasi che non fosse possibile ottenerle nella propria terra. Non era possibile coalizzarsi, organizzarsi, creare strategie di lotta efficaci, come se l’unica soluzione fosse quella di andarsene, per protesta. Ma i calabresi emigranti, giunti nei paesi di destinazione, riuscivano a costruire una strategia di lotta, nonostante una situazione che quasi certamente era più difficile di quella da cui partivano. All’interno di questo contesto, nella lingua feroce con cui si esprimevano, mista dell’inglese, dell’italiano e del dialetto antico delle origini, si è voluto ricostruire un frammento della storia di questi sovversivi rivoluzionari – così sono etichettati nei manuali di storia nordamericani. Nello spettacolo “Passi sulla mia testa”, la drammaturgia di Fabio Butera si basa su una poesia di Arturo Giovannitti – The Walker –, su tre frammenti poetici, in dialetto calabrese, di Michele Pane – Capitabussa, Forebandita, Azzarelleide – e su di un frammento di un articolo di Emilio Grandinetti. I tre, amici fraterni, parteciparono a diversi livelli alla lotta per l’emancipazione sociale e materiale della comunità italo-americana e dei lavoratori in genere. La traduzione di The Walker e l’adattamento delle poesie di Pane sono di Fabio Butera.

Biglietti

Intero € 5,00 

Under 19 € 3,00

Info e prenotazioni
348.31.25.747  340.82.02.119 
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MigraMenti, sabato 5 aprile al Teatro Comunale di Badolato la compagnia Ucrìu in scena con “A(r)mo” di Tiziana Bianca Calabrò con Renata Falcone

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Penultimo appuntamento per la stagione di SPAc (South Performing and ACting), sabato 5 aprile alle ore 21:15 al Teatro Comunale di Badolato (Cz) andrà in scena “A(r)mo” a cura della compagnia Ucrìu e Teatro Proskenion di Reggio Calabria. Ad andare in scena sarà uno spettacolo di Tiziana Bianca Calabrò con protagonista Renata Falcone; la regia è di Basilio Musolino

Lo spettacolo racconta del cimitero di Armo, dove sono sepolti i migranti morti in mare. Carmen è davanti alla tomba di un ragazzo senza nome da lei ribattezzato Carlo Alberto, come l’innamorato suo di tanto tempo fa, e sgrana come un rosario i ricordi di tutta una vita: «Te l’ho mai raccontata la storia di Carlo Alberto mio? E Sì. Ogni volta che vengo te la racconto. Lo so. Ma voi morti c’avete la pazienza dell’ascoltare, come la Madonna del Carmelo». 

Mentre dà forma al passato e ai fantasmi che lo abitano, Carmen tesse un intreccio di mancanze, di storie di povertà e ingiustizie, di dolore e perdite. A intersecarsi tra le parole, il cimitero di Armo e le presenze mute dei morti, confortati in un paradosso quasi esistenziale, dall’amorevole cura di Carmen, in un rimbalzo continuo tra passato e presente, tra le storie minute dei piccoli della terra e la Storia impietosa dei migranti che sembra ripetersi sempre, pur cambiando geografia e volti.

«Fin dalle prime letture del testo e nelle successive prove – si legge nelle note di regia -, nasceva in noi la volontà di evitare lo sfruttamento del dolore e del dramma dei migranti cercando invece di restituire loro la dignità di persone, smettendo di considerarli numeri e statistiche e cominciando a chiamarli per nome, rendendoli immortali attraverso il ricordo delle loro storie. Il corpo e la voce dell’attrice in scena si trasformano nel corpo e nelle voci di coloro che, costretti per la sopravvivenza ad abbandonare terra e affetti, non ce l’hanno fatta e ora giacciono in fondo al mare. E proprio in fondo al mare la protagonista li vede in un incubo che si ripete nelle notti di Armo». 

«Carmen, donna del sud, ribelle, forte e capace di tenere testa a chiunque le si metta contro  prosegue Musolino -, racconta del suo grande amore emigrato in “America” e lì morto a causa di un incidente in miniera. Neanche lei ha avuto un corpo da piangere e a cui donare un ultimo saluto e questo la accomuna ai tanti amori che in Africa e nei paesi più poveri dell’Asia sono sospesi, in attesa di una chiamata che possa liberarli dalla pena. La scenografia scarna, ma che prende vita grazie alle azioni di Renata Falcone, diventa in alcuni momenti essa stessa protagonista capace di raccontare e materializzare le storie che in scena si vivono. Il colore ambra domina la scena, rievocando paesaggi desertici, ma anche la luce particolare che colpisce il cimitero di Armo nei pomeriggi di sole».

Lo spettacolo è realizzato con la collaborazione di Vincenzo Mercurio, i costumi sono di Alessia Forotti, le luci di Antonella Bellocchio. 

Ricordiamo che SPAc (South Performing and ACting) è una rassegna ideata e realizzata dal Teatro del Carro, in collaborazione con il Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, e sostenuta e finanziata da MiC / Ministero della Cultura, Regione Calabria / Cultura – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 6.02.02 e Comune di Badolato, nell’ambito delle attività della Residenza Artisti nei Territori MigraMenti.

Biglietti

Intero € 10,00 

Under 30 / Over 65 € 7,00 

Scuole di teatro e danza € 5,00

Under 19 € 3,00

Info e prenotazioni
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MigraMenti, venerdì 21 marzo alle 21:00 al Teatro Comunale di Badolato appuntamento con la danza contemporanea di OperaBianco in scena con “Trickster”

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È tempo di danza dalle parti di Badolato. Il prossimo appuntamento della stagione di SPAc (South Performing and ACting) – ideata e realizzata dal Teatro del Carro, in collaborazione con il Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, e sostenuta e finanziata da MiC / Ministero della Cultura, Regione Calabria / Cultura – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 6.02.02 e Comune di Badolato, nell’ambito delle attività della Residenza Artisti nei Territori MigraMenti -, è infatti con la danza contemporanea di OperaBianco e PinDoc che venerdì 21 marzo, con inizio alle ore 21:00, presenteranno la performance “Trickster”, ideato e diretto da Vincenzo Schino con coreografie di Marta Bichisao. Un danzatore, Luca Piomponi, solo in scena, si divincola tra citazioni cinematografiche e digitali, di natura e qualità diverse, con un focus su un’intera scena del film del 1921 “The Playhouse”, in cui Buster Keaton interpreta una scimmia che imita dei clichés del comportamento umano. La danza è costruita attraverso un collage di materiali plurali e multiformi, i cui attraversamenti imprevedibili dispongono il corpo in uno stato di costante domanda. La qualità fisica è nutrita dalla pittura sensuale e cinetica di Francis Bacon. Il ritratto che ne emerge in primo piano è un corpo abitato, animato dal dialogo continuo e serrato tra la propria specificità anatomica e gli inviti, quasi acrobatici, delle partiture.  Questo lavoro interpella il “trickster”, figura liminale tra il mondo degli uomini e quello degli dei. Nel presiedere i confini delle città, delle regole e della vita sociale, contemporaneamente ne confonde le distinzioni. Il trickster rovescia sensi e significati e nel distruggere crea, o meglio ricrea, in una posizione mai dominante, ma sempre laterale, duplice e dialogica.

«Guardando F. Bacon ho la sensazione che il corpo sfugga – spiega Schino nelle sue note -. Anche Buster Keaton sfugge mentre cade, sfugge perché cade. A cosa sfugge? Alla sua presenza. È inafferrabile. Non ha una forma perché appena si sistema in una, è sorpreso da un’emergenza che gli chiede di assumerne un’altra. Il corpo si scioglie, cola, è mosso, fugge allo sguardo, la sua cinetica non è contenibile in un’anatomia. È un corpo posseduto da forze. L’uso delle citazioni è funzionale all’attraversamento continuo di altre materie nella carne del danzatore. Arrivano pixel, scariche elettriche, immagini effimere del web, dell’archivio del cinema, della pellicola trasformata in digitale, e tutto questo diventa carne, peso, muscoli, acrobazia, respiro. Diventa la vita di un animale davanti a me che guardo. Questo corpo umano diventa esso stesso il montaggio». 

OperaBianco è un gruppo di ricerca artistica fondato da Marta Bichisao, danzatrice e coreografa e Vincenzo Schino, regista e artista visivo. Dal 2006 sceglie l’universo teatrale per esplorazioni multilinguistiche tra danza, performing art, arti visive e video. La poetica di OperaBianco si compone alla confluenza di personali declinazioni e sovrapposizioni tra questi linguaggi. La ricerca coreografica è segnata dall’attenzione all’origine somatica del movimento e fa uso di elementi estetici minimalisti. La cultura cinematografica e letteraria, assieme a uno sguardo trasversale sulle arti visive, interviene nel disegno registico con una rete di riferimenti e citazioni esplicite. In particolare, nella composizione della scena, la pluralità simultanea di azioni evoca i movimenti della cinepresa: un continuo passaggio tra la scala del primo piano e quella del campo lungo, tra il ritratto e il paesaggio. In spazi deputati e non, inventa una scena aperta per drammaturgie complesse: esperienze immersive che sfidano la forma consueta di fruizione offrendo al pubblico posture e punti di vista alternativi.  Nella storia artistica di OB è centrale la dialettica tra il comico e il tragico, riflessa nella figura del clown che si fa metafora del rapporto tra performer e scena, tra umano e universo.

Biglietti

Intero € 10,00 

Under 30 / Over 65 € 7,00 

Scuole di teatro e danza € 5,00

Under 19 € 3,00

Info e prenotazioni
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MigraMenti, sabato 8 marzo al Teatro Comunale di Badolato Muchas Gracias Teatro con “Lei Lear”, uno spettacolo a metà tra la comicità classica e la sperimentazione contemporanea

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Riparte con uno Shakespeare rivisitato la stagione di SPAc (South Performing and ACting), ideata e realizzata dal Teatro del Carro, in collaborazione con il Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, e sostenuta e finanziata da MiC / Ministero della Cultura, Regione Calabria / Cultura – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 6.02.02 e Comune di Badolato, nell’ambito delle attività della Residenza Artisti nei Territori MigraMenti.

Ad andare in scena sabato 8 marzo – alle ore 21:15 –, è infatti “Lei Lear”, spettacolo vincitore del Premio PimOFF per il teatro contemporaneo 2021, del Festival Inventaria 2021 e semifinalista di In-Box 2022, con menzione speciale, di e con Chiara Fenizi e Julieta Marocco che ne curano la regia insieme ad André Casaca. Prodotto da Scarti e Teatro C’Art, Lei Lear è il terzo lavoro della compagnia Muchas Gracias Teatro, fondata da Fenizi e Marocco nel 2018 a Firenze, dopo un lungo e eterogeneo percorso teatrale realizzato dalle artiste sul territorio europeo e sudamericano. Lei Lear è uno spettacolo singolarissimo che la direzione artistica di MigraMenti non ha voluto lasciarsi sfuggire: «Immaginiamo che due immarcescibili personaggi shakespeariani siano condotte, dalla mano di due creatrici contemporanee senza scrupoli, all’assurdo universo di Samuel Beckett – si legge nella presentazione dello spettacolo -. Che cosa potrebbe succedere? Che strana metamorfosi subirebbero i loro nitidi profili, i loro brillanti discorsi, le loro tragedie, il loro destino? Questo peculiare duo nobilesco di indole maligna, ha trasformato il suo moto decoroso in una impeccabile coreografia profana, e i suoi pomposi soliloqui in una specie di dialogo “unisonico” e mancato». «Forse hanno accettato che le risposte non siano mai arrivate? Hanno, chissà, portato al limite la massima dell’attuale società dell’immunizzazione, cancellando la presenza dell’Altro? Ma che domande difficili! E loro non sono interessate a rispondere, hanno altro da fare. Cosa? Cercano un assassino. Cospirano con il pubblico. Scappano da un temibile Padre e da antichi fantasmi. Insegnano a uccidere il nemico, a capire le strategie del loro enigmatico autore e fanno un bel balletto. Fanno ridere!». 

“Lei Lear” è uno spettacolo cacofonico, un volo ribelle e irriverente su alcuni elementi della narrativa di Re Lear, dal punto di vista delle sorelle malvagie, Goneril e Reagan, all’interno di una cornice beckettiana e clownesca. Un gioco scenico ibrido, contemporaneo, e qui, la loro tragedia, che sommata al tempo è sempre uguale a commedia, è proprio quella di ritrovarsi in un luogo estraneo e, chissà, senza futuro. Sembra serio, ma è solo un gioco. Tra la comicità classica e la sperimentazione contemporanea, Muchas Gracias crea e produce spettacoli che partono sempre da una ricerca sulle potenzialità creative, drammaturgiche e sovversive delle figure teatrali comiche, e sulla forza della comicità come mediatrice tra il performer e lo spettatore. Alle sue fondatrici, due donne premiate, simpatiche e un po’ esibizioniste che si dedicano al teatro dall’inizio del secolo, piacciono le frasi ad effetto e le domande trascendentali, come: “la risata è un’efficace termometro dei sintomi sociali”; “il palco, il crocevia ideale per l’esplorazione dei paradossi contemporanei”; “la platea, il perfetto ricettacolo di scoperte inaspettate e necessarie” e per concludere: “ma, che cosa stiamo facendo?!”.

Biglietti

Intero € 10,00 

Under 30 / Over 65 € 7,00 

Scuole di teatro e danza € 5,00

Under 19 € 3,00

 

Info e prenotazioni
348.31.25.747  340.82.02.119 
prenotazionicarro@gmail.com 
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MigraMenti,  rinviato alla prossima stagione di SPAc “QAnon Revolution” di Evoé! Teatro. Il programma di riprende l’8 marzo con Muchas Gracias in “Lei Lear”

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È rinviato a data da destinarsi l’appuntamento in programma domenica 9 febbraio con “QAnon Revolution” della compagnia Evoé! Teatro di Rovereto (Tn), nell’ambito della programmazione SPAc (South Performing and ACting) al Teatro Comunale di Badolato (Cz). Lo spettacolo di Riccardo Tabilio per la regia di Silvio Peroni con Emanuele Cerra, Alice Conti e Salvatore Cutrì sarà con molta probabilità riprogrammato dopo l’estate, nella prossima rassegna. 

Ricordiamo anche che, come già annunciato, per quanto riguarda le residenze artistiche previste da “MigraMenti” – che avevano visto nei mesi scorsi gli esiti pubblici dei lavori svolti da Crack24, Daniela Vitale e Sutta Scupa -, la restituzione della danzatrice Maya Oliva, direttamente selezionata tra le decine di domande arrivate alla compagnia dal coreografo Virgilio Sieni e sostenuta dal suo Centro di Produzione, prevista per il 28 febbraio, è rinviata anche questa a data da destinarsi a causa di una indisposizione da parte della stessa coreografa e danzatrice

Si rammenta infine che la rassegna SPAc (South Performing and ACting) è ideata e realizzata dal Teatro del Carro, in collaborazione con il Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, sostenuta e finanziata da MiC / Ministero della Cultura, Regione Calabria / Cultura – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 6.02.02 e Comune di Badolato, nell’ambito delle attività della Residenza Artisti nei Territori MigraMenti. La programmazione riprenderà l’8 marzo come sempre al Teatro Comunale di Badolato, alle ore 21:15, con “Lei Lear” di Muchas Gracias Teatro di e con Chiara Fenizi e Julieta Marroco che hanno curato la regia insieme ad André Casaca.

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“MigraMenti”, ripartono gli appuntamenti SPAc al Teatro Comunale di Badolato. Sabato 11 e domenica 12 ad andare in scena è “Contr_Ora” prodotto da Compagnia Teatro del Carro

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Dopo la parentesi di chiusura per le festività di fine anno, dalle parti del Teatro Comunale di Badolato (Cz) è tutto pronto per la ripartenza della stagione di SPAc (South Performing and ACting). La programmazione aveva salutato infatti il 2024 con la compagnia Teatro Primo di Villa San Giovanni che aveva portato in scena sul palco del Teatro Comunale “Aramen & Stannum” di Domenico Loddo, diretto da Christian Maria Parisi e con protagonisti Silvana Luppino e Domenico Canale, e adesso è pronta con un doppio appuntamento sabato 11 gennaio alle ore 21:15 e domenica 12 gennaio alle ore 18:30.

La rassegna SPAc (South Performing and ACting), ideata e realizzata dal Teatro del Carro, in collaborazione con il Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, e sostenuta e finanziata da MiC / Ministero della Cultura, Regione Calabria / Cultura – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 6.02.02 e Comune di Badolato, nell’ambito delle attività della Residenza Artisti nei Territori MigraMenti, riparte infatti con la ripresa di una produzione di Teatro del Carro dal titolo “Contr_Ora”, opera prima di Kollettivo Kontrora. Lo spettacolo, diretto da Francesco Aiello, scritto da Giovan Battista Picerno, con Francesco Aiello e Maria Canino, racconta proprio di “Controra” che nell’Italia del Sud e nel Mediterraneo, identifica le prime ore dopo mezzogiorno, considerate cariche di virtualità magiche da cui è bene tenersi a debita distanza, ma che qui è una donna rinchiusa in casa da un tempo indefinito, succube della propria vergogna, dimentica del proprio passato. L’unica compagnia di Controra è un’intelligenza artificiale chiamata Samsa che, oltre ad essere la sua connessione con il mondo, detta i tempi delle sue giornate. Il tentativo di raccogliere i cocci del suo io frammentato, condurrà Controra ad inaspettate rivelazioni sul proprio passato e a nuove consapevolezze sulla propria identità. A peggiorare la situazione di Controra, un uomo: da principio è solo un’interferenza proveniente dalla tv, man mano diventerà una presenza sempre più ingombrante e materica. In conseguenza a tale invasione nella mente di Controra prenderà corpo uno spettro, la rivoluzione. Rivoluzione in questo caso significherà tendere un assalto alle parti di sé cristallizzate e non aperte al cambiamento. Il disegno luci dello spettacolo è di Jacopo Andrea Caruso, la tecnica è affidata a Francesco Palmiero, e le musiche originali sono di Nafta Punk.

Il Kollettivo Kontrora è un collettivo di artisti che prende forma nel 2020 durante la pandemia, e nasce dall’esigenza di portare in scena i materiali che, fino a quel momento, erano circolati fra i membri del gruppo in forma scritta. Il collettivo si struttura attorno ad una prassi lavorativa non gerarchica o verticistica e conduce ricerche in un territorio semantico e politico comune a tutti i suoi membri, da questo fare nasce Contr_ora, finalista al premio Dante Cappelletti 2021 alle arti sceniche. Lo spettacolo sarà replicato il 17 gennaio alle 20:30 e il 18 gennaio con una matinée per le scuole al Teatro Vincenzo Valente di Corigliano-Rossano (Cs), nell’ambito di “Voci dal sottosuolo – rassegna di teatro in emersione Vol. V”, organizzata dallo stesso Kollettivo.

Per quanto riguarda le residenze artistiche previste da “MigraMenti” – che avevano visto nei mesi scorsi gli esiti pubblici dei lavori svolti da Crack24, Daniela Vitale e Sutta Scupa -, la restituzione della danzatrice Maya Oliva, direttamente selezionata tra le decine di domande arrivate alla compagnia dal coreografo Virgilio Sieni e sostenuta dal suo Centro di Produzione, prevista per il 28 di febbraio, è rinviata a data da destinarsi a causa di una indisposizione da parte della stessa coreografa e danzatrice.

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